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Tipo:

Soggetto produttore; Ente/Istituzione

Categoria:

Enti

Le prime fonti che citano il Municipio di San Vito risalgono al XIII secolo. A partire dal 1420 passò dal dominio dei patriarchi d'Aquileia, che a San Vito avevano stabilito la loro residenza estiva, a quello della Repubblica di Venezia, che, peraltro, riconfermò gli statuti e i privilegi della comunità. In base alla convenzione stipulata tra il doge e il patriarca il 10 Giugno del 1445 venne restituito al patriarcato il castello di San Vito, insieme alla possibilità di stabilirvi un proprio Capitano, che, affiancato dal "Consiglio Nobile", aveva poteri di giurisdizione civile e criminale di prima istanza. La comunità ebbe anche "voce" nel Parlamento della Patria del Friuli. Dopo la caduta della Serenissima venne annesso al Regno d'Italia napoleonico, come Comune Capo Cantone, nel Distretto di Pordenone, Dipartimento del Tagliamento. Con la Restaurazione divenne capoluogo di Distretto nella Provincia del Friuli, come Comune di II classe, avente Consiglio Comunale con ufficio proprio e fu anche sede di Pretura. Nel 1866 venne infine annesso al Regno d'Italia.

Data:

12000101 - 99991231; sec. XIII -

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Fonte dati

SAN - Sistema Archivistico Nazionale / pico_eac2015

Identificatore: oai:san.beniculturali.it:sogp11077



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