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Tipo:

Soggetto produttore; Ente/Istituzione

Categoria:

Enti

Dopo oltre un secolo di autonomia, la città fu costretta nel 1335 a stringere con Siena capitoli di sottomissione, iniziando da quel momento il proprio declino. Il distretto su cui, fino a quel momento, Massa aveva esteso la propria supremazia comprendeva anche Monterotondo, Campetroso, Rocchette, Perolla, Pietra, Colonna, Gerfalco e Ravi. Il controllo da parte di Siena sulla comunità era soprattutto garantito dall'obbligo di scegliere come Podestà un cittadino senese. Per il resto Massa continuò a governarsi con propri Statuti che regolavano il funzionamento degli organi deliberanti (Priori e Consiglio) e delle Magistrature inferiori. Il passaggio dello Stato di Siena nel Granducato mediceo nel 1559 non apportò mutamenti significativi alle strutture amministrative comunali; più importante fu l'istituzione, l'anno successivo, del Magistrato dei 4 Conservatori come ufficio centrale con il compito di controllare l'amministrazione e la gestione dei beni delle comunità e degli enti di assistenza, beneficenza e culto, i quali dal 1580 iniziarono a nominare anche a Massa un Cancelliere fermo come rappresentante locale dell'autorità fiorentina. Con Pietro Leopoldo, poi, si giunse nel 1765 all'istituzione della Provincia Inferiore Senese che suddivise il territorio maremmano in otto potesterie, tra cui quella di Massa, e che fece da preludio alla riforma delle comunità, avviata dal 1774 in altre province toscane e che riguardò la Provincia Inferiore Senese nel 1783. Da quel...

Data:

12000101 - 99991231; sec. XIII -

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Fonte dati

SAN - Sistema Archivistico Nazionale / pico_eac2015

Identificatore: oai:san.beniculturali.it:sogp11268



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