CulturaItalia feed http://www.culturaitalia.it CulturaItalia feed it Mon, 19 Nov 2018 13:23:35 GMT CulturaItalia 2018-11-19T13:23:35Z it "Guardando alla Mecca", tappeti da preghiera al Mao http://www.culturaitalia.it/opencms/it/contenuti/fotogalleries/_Guardando_alla_Mecca___tappeti_da_preghiera_al_Mao.html?language=it&tematica=Temi&selected=7 Per il ciclo &ldquo;Mille e una Storia&rdquo;, il Museo d&rsquo;Arte Orientale (Mao) di Torino presenta &ldquo;Guardando alla Mecca. I tappeti da preghiera&rdquo;, una nuova selezione di manufatti nella sezione riservata ai tessuti della Galleria dedicata all&rsquo;arte islamica dei Paesi dell&rsquo;Asia. Dal 10 aprile sono visibili sette inediti tappeti da preghiera di pregio: gli esempi selezionati, di lana e di seta, di diverse dimensioni, provengono principalmente dall&rsquo;Anatolia e sono databili tra la fine del XVII e l&rsquo;inizio del XIX secolo. Tra i fondamenti della religione musulmana c&rsquo;è la preghiera, cinque volte al giorno, che deve essere compiuta dal fedele in uno stato di purità rituale orientandosi verso la Mecca: questa direzione si chiama &ldquo;quibla&rdquo; e all&rsquo;interno delle moschee è caratterizzata dal &ldquo;mihrab&rdquo;, un elemento architettonico a nicchia la cui raffigurazione si trova su tutti i tappeti da preghiera. Il tappeto da preghiera diventa così carico di valore simbolico, uno spazio su cui il fedele entra nella &ldquo;dimensione del celeste&rdquo;. L&rsquo;enorme diffusione di questi manufatti ha portato da una parte alla codificazione di molti degli elementi iconografici, dall&rsquo;altra allo sviluppo di stili e tecniche profondamente differenti nei diversi Paesi di fede musulmana. Il &ldquo;mihrab&rdquo; è sempre rappresentato, in modo più o meno evidente, ed è spesso accompagnato da una lampada appesa, come richiamo alla luce della fede e alla vita; al posto della lampada si possono trovare anche vasi di fiori o un cipresso, con significato per entrambi riconducibile all&rsquo;albero della vita. Nell&rsquo;apparato decorativo possono essere presenti elementi naturalistici come appunto i fiori, o fortemente stilizzati come accade di frequente per le stelle e non è insolito trovare versetti del Corano, la data di realizzazione del manufatto e anche il nome del tessitore. Tra i tappeti da preghiera, gli esemplari più interessanti sono soprattutto quelli prodotti in Turchia tra il XV e il XX secolo, sui quali si assiste anche a una trasformazione del &ldquo;mihrab&rdquo; in una porta che si affaccia su un giardino, a volte quadripartito, evidente simbolo del Paradiso. Mon, 07 May 2018 09:15:10 GMT http://www.culturaitalia.it/opencms/it/contenuti/fotogalleries/_Guardando_alla_Mecca___tappeti_da_preghiera_al_Mao.html?language=it&tematica=Temi&selected=7 2018-05-07T09:15:10Z Nuoro: al Museo del Costume “Max Leopold Wagner - Fotografie della Sardegna di un linguista antropologo” http://www.culturaitalia.it/opencms/it/contenuti/notizie/Nuoro__al_Museo_del_Costume__Max_Leopold_Wagner_-_Fotografie_della_Sardegna_di_un_linguista_antropologo_.html?language=it&tematica=Temi&selected=7 <strong>Fino al 30 settembre</strong> al Museo del Costume di Nuoro è allestita la mostra &ldquo;Max Leopold Wagner - Fotografie della Sardegna di un linguista antropologo&rdquo;, in corso dal 25 maggio. L&rsquo;esposizione, voluta dall&rsquo;Isre - Istituto Superiore Regionale Etnografico e dalla casa editrice Ilisso, è un omaggio al &ldquo;padre della linguistica sarda&rdquo; (Monaco di Baviera, 1880 - Washington, 1962). Lo studioso, spostandosi a cavallo o in bicicletta, soggiornò praticamente sull&rsquo;intero territorio regionale in ripetuti viaggi dal 1905 al 1927 e ne immortalò luoghi, volti e scene di vita. Ottanta scatti sono raccolti nel percorso espositivo: un ritratto corale e un&rsquo;istantanea storica. Wed, 22 Aug 2018 07:00:02 GMT http://www.culturaitalia.it/opencms/it/contenuti/notizie/Nuoro__al_Museo_del_Costume__Max_Leopold_Wagner_-_Fotografie_della_Sardegna_di_un_linguista_antropologo_.html?language=it&tematica=Temi&selected=7 2018-08-22T07:00:02Z Firenze: “Lana, seta, pittura”, l’arte tessile nel Trecento http://www.culturaitalia.it/opencms/it/contenuti/notizie/Firenze___Lana__seta__pittura___l_arte_tessile_nel_Trecento.html?language=it&tematica=Temi&selected=7 Un prestito eccezionale apre la mostra &ldquo;Tessuto e ricchezza a Firenze nel Trecento. Lana, seta, pittura&rdquo; in programma presso la Galleria dell&rsquo;Accademia di Firenze <strong>dal 5 dicembre al 18 marzo 2018</strong>. Si tratta di un vestitino in lana prestato dal National Museum di Copenhagen, confezionato sulla metà del XIV secolo per una bambina e recuperato dagli archeologi in Groenlandia. Esso si pone idealmente alla fonte del gusto occidentale per l&rsquo;abbigliamento e lo sviluppo del concetto di &ldquo;moda&rdquo;, ai giorni nostri uno dei motori fondamentali dell&rsquo;economia del Paese. L&rsquo;esposizione, ideata e curata da Cecilie Hollberg, mostra, infatti, l&rsquo;importanza dell&rsquo;arte tessile a Firenze nel Trecento, sia dal punto di vista economico che nel campo della produzione artistica e nei costumi della società del tempo. La piccola veste proviene da scavi condotti nel 1921 a Herjolfnaes sulla costa orientale della Groenlandia, che portarono al rinvenimento di un cospicuo numero di costumi, databili per la maggior parte al Trecento. L&rsquo;abitino era probabilmente confezionato per una bambina di tre anni: il busto e le maniche sono strette, mentre la parte inferiore si allarga verso il fondo grazie all&rsquo;inserzione di due gheroni triangolari davanti e due dietro, posti al centro della figura. Il tessuto, costruito con una lana locale lavorata su di un telaio verticale a intreccio classico, aveva in origine un ordito grigio e una trama bianca, privi di tintura. Tue, 28 Nov 2017 09:32:01 GMT http://www.culturaitalia.it/opencms/it/contenuti/notizie/Firenze___Lana__seta__pittura___l_arte_tessile_nel_Trecento.html?language=it&tematica=Temi&selected=7 2017-11-28T09:32:01Z