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Raffaello e Urbino, un genio e la sua città

Una grande mostra allestita nella Galleria Nazionale delle Marche di Palazzo Ducale documenta la stretta connessione tra l’artista e il contesto in cui si formò, evidenziando in particolar modo la produzione degli anni giovanili

4 aprile 2009 - 12 luglio 2009

<p>Raffaello, <em>Madonna Cowper</em>, Washington, National Gallery of Art, Tavola, cm. 59.5 x 44 </p>

Raffaello, Madonna Cowper, Washington, National Gallery of Art, Tavola, cm. 59.5 x 44

Urbino non fu solo la città natale di Raffaello, ma determinò in modo significativo la sua formazione, restando per tutta la sua vita un punto di riferimento essenziale. Partendo da questo presupposto, la grande mostra di Palazzo Ducale intende recuperare e valorizzare proprio questa stretta connessione tra Raffaello e la sua città natale. Esaminando il contesto urbinate, dalla fine degli anni Settanta a tutti gli anni Ottanta del Quattrocento, viene ricostruito l’ambito artistico-culturale in cui si formerà il giovane Raffaello e nel quale opera il padre, Giovanni Santi, pittore dei duchi e letterato, che è a capo di una ricca e fiorente bottega, oltre che autore della famosa Cronaca nella quale esprime importanti giudizi sui pittori a lui contemporanei. 

La mostra, allestita nel Salone del Trono e nelle sale dell’appartamento della Duchessa del Palazzo Ducale, sede della Galleria Nazionale delle Marche, si pone l’obiettivo di ricondurre la prima formazione di Raffaello alla grande cultura espressa dalla corte urbinate e soprattutto all’i nfluenza del padre, Giovanni Santi, e presenta i capolavori giovanili di Raffaello, 20 dipinti e 19 disegni originali, messi in relazione con la pittura del padre e di altri pittori vicini alla fase giovanile della sua formazione ad Urbino.

Una sezione della mostra è inoltre dedicata al rapporto dell’opera di Raffaello con la più importante produzione del ducato di Urbino, la maiolica, basata sulle immagini raffaellesche, di cui sono esposti esemplari antichi. Sarà visibile, per la prima volta, un pezzo mai esposto, derivato direttamente da un disegno originale e non da un’incisione di Raffaello, assieme a numerosi esempi fra i più preziosi di questa produzione.

Raffaello nacque nel 1483 e fu di certo, come ricordano le fonti, un fanciullo prodigio. Ciononostante la storiografia ha troppo spesso trascurato la conoscenza dei suoi anni  giovanili, la cui ricostruzione appare oggi fondamentale. A cominciare dalla mostra di Londra del 2004, la critica sta portando la sua attenzione proprio sugli anni giovanili, prendendo in esame l’a ssunto di questa rassegna, cioè la prevalenza, nella formazione di Raffaello, del rapporto con il padre, con la sua bottega e soprattutto con la grande cultura che ha come epicentro il Palazzo Ducale con le sue collezioni d’arte. Raffaello, che è citato nel 1511 a Roma come allievo del padre Giovanni Santi, non si distaccò mai dalla sua città natale che rimase, anche nel periodo maturo della sua carriera, il centro dei suoi interessi, anche economici.Baldassar Castiglione, legato strettamente ai Montefeltro, e Bramante, protettore di Raffaello a Roma, sono state figure di riferimento per tutta la sua vita.

La mostra esamina quindi le vicende della bottega di Giovanni Santi dopo la sua morte avvenuta nel 1494. Il giovane Raffaello nel 1500 eredita la bottega paterna fino a firmarsi “ Magister”, con Evangelista da Piandimeleto, per la commissione della pala di Sant’Agostino a Città di Castello.

Le ricerche archivistiche in corso hanno peraltro portato alla luce un numero incredibile di nuovi documenti che mostrano il tessuto artistico in cui si forma il giovane Raffaello, e gli stretti legami mai recisi con la sua città natale, sia artistici che economici. La presenza di Bramante a Urbino, che sarà poi il più valido supporto alla sua carriera romana, la possibile influenza di altre personalità presenti nella città ducale come Girolamo Genga e Timoteo Viti, rendono molto interessante esplorare questo terreno. Senza trascurare il rapporto con Perugino che la tradizione storiografica, da Vasari in poi, ha messo al centro della sua formazione e che sarà naturalmente indagato nel percorso espositivo.

La mostra è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici delle Marche, Soprintendenza per i Beni Storici Artistici e Etnoantropologici delle Marche, dalla Regione Marche, dalla Provincia di Pesaro-Urbino, dal Comune di Urbino e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro.

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   » Palazzo Ducale di Urbino e Galleria Nazionale delle Marche

Immagini

<p>Raffaello, Busto di angelo (frammento della Pala dell’Incoronazione di San Nicola da Tolentino), Brescia, Pinacoteca Tosio Martinengo, Olio su tela trasportato da tavola, cm.31x26,5 (con cornice cm.53,6 x 49,8)</p>


   

Raffaello, Busto di angelo (frammento della Pala dell’Incoronazione di San Nicola da Tolentino), Brescia, Pinacoteca Tosio Martinengo, Olio su tela trasportato da tavola, cm.31x26,5 (con cornice cm.53,6 x 49,8)



<p>Raffaello, <em>Allegoria</em> (sogno del cavaliere), Londra, National Gallery of Art, Tavola, cm.17,1x17,3 </p>


   

Raffaello, Allegoria (sogno del cavaliere), Londra, National Gallery of Art, Tavola, cm.17,1x17,3