Poeta e pittore dall’elegante e raffinata sensibilità, il Bronzino non aveva origini nobili, essendo figlio di un macellaio, ma riuscì ugualmente a distinguersi con la sua arte, non appena si trasferì da Monticelli, paese natio, a Firenze, dove svolse l’apprendistato inizialmente nella bottega di Raffaellino del Garbo, quindi in quella di Jacopo Pontormo (1494-1557), che influenzò profondamente la sua creatività. Il Bronzino, così chiamato, probabilmente, per il colore dei suoi capelli, si distinse immediatamente per le sue qualità pittoriche, vantando, al di sopra di tutto, un innato talento nell’arte del ritratto, che gli valse nobili committenze, fino a divenire pittore presso la corte de Medici, all’epoca in cui governava il duca Cosimo I. Convinto delle potenzialità dell’arte come strumento di propaganda, Cosimo commissionò al Bronzino diverse opere raffiguranti i membri della famiglia. Tra i più celebri capolavori dell’artista vi è, difatti, il Ritratto della Duchessa Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo, con suo figlio, opera che rivela la capacità di cogliere le sfumature psicologiche dei personaggi e, al contempo, una finezza estrema nella resa del dettaglio, come si nota nella descrizione del prezioso abito della duchessa, a sottolineare l’appartenenza sociale. Il dipinto non è importante solo per la maestria tecnica, ma anche perché si pone come testimonianza del rapporto tra l’artista e Eleonora, sua sostenitrice fino al 1562, data della morte. Si rivelò, difatti, breve, la fortuna del Bronzino alla corte dei Medici, raggiungendo l’apice nel decennio compreso tra il 1540 e il 1550 e sfiorendo, poi, a partire dalla malattia di Eleonora e, soprattutto, con l’arrivo di Giorgio Vasari, che diviene il preferito del duca Cosimo, anche per la celerità con cui realizzava i dipinti. La rivalità tra i due artisti ebbe importanti conseguenze per Bronzino non solo in vita, ma anche successivamente, quando la sua fama venne offuscata dalle considerazioni del Vasari riportate nelle Vite, che hanno influenzato generazioni di storici d’arte.
Si possono ammirare, dunque, i disegni preparatori per cicli di affreschi, quali i decori per la Cappella di Eleonora di Toledo nel Palazzo Vecchio a Firenze, per pale d’altare e gli arazzi per gli ambienti di Palazzo Vecchio, che sono spesso arricchiti di riferimenti allegorici dalla complessa interpretazione, nonché di riferimenti all’opera di Michelangelo, Pontormo, Rosso Fiorentino, nonché dei grandi maestri del passato. Dall’analisi di questo corpus, si evincono elementi predominanti nella sua produzione, ma anche del carattere, quali il perfezionismo, che appare come un elemento distintivo. Tra le opere esposte, Head of a Smiling Woman in Three-Quarter View (cartone per Mosè fa scaturire l’acqua dalla roccia) dal Musée du Louvre; Standing Nude (studio per Il passaggio del Mar Rosso) e Study of a Left Leg and Drapery dalle collezioni del Metropolitan Museum; Giuseppe con Giacobbe e i suoi fratelli, dall’Ashmolean Museum di Oxford; Studio per gelosia dal J. Paul Getty Museum e Head of a Curly-Haired Child Looking Up to the Right (studio per Gesù Bambino nella Sacra Famiglia con Santa Elisabetta e San Giovannino) dallo Staatliche Kunstsammlungen, Kupferstich-Kabinett di Dresda. Sono, inoltre, visibili diverse opere di pregio provenienti dal Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, come Studio per un ritratto di un uomo seduto e Standing nude (studio per l'attraversamento del Mar Rosso).


















