«Il nostro successo sarà legato alla capacità che avremo di far conoscere agli altri il nostro
patrimonio artistico, che per qualità e quantità può considerarsi il più grande del mondo». Lo ha
dichiarato Mario Resca, nominato nei giorni scorsi dal ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, direttore generale per i musei italiani. Resca, 63 anni, ferrarese, laureato in
Economia e commercio alla Bocconi di Milano, ha ricoperto incarichi nel campo della finanza, dell'editoria e dell'alta moda e, fino al 2007,
è stato presidente e amministratore delegato di McDonald's Italia. Il neodirettore ha subito voluto
sottolineare la «necessità di promuovere la conoscenza del nostro patrimonio artistico e culturale
in tutti i paesi, anche quelli emergenti, come, ad esempio, l'Estremo Oriente». Per far questo, ha
spiegato Resca, sarà necessario che «il pubblico e il privato in questo settore vadano strettamente insieme: promuovere la cultura italiana – ha detto – vuol dire promuovere le aziende italiane». Quanto all'obiettivo che Resca si prefigge di raggiungere entro la fine del suo mandato, «si
misurerà dall'aumento del numero dei visitatori ai musei. Questo implicherà coinvolgere il turismo e i tour operator attraverso l'internazionalizzazione. Il patrimonio artistico italiano è un
enorme strumento di sviluppo economico – ha proseguito il supermanager dei musei – anche verso i
paesi che ambiscono a conoscere di più quello che l'Italia può offrire»
«Dobbiamo creare un volano di promozione economica turistica – ha spiegato Resca – affinché il turismo culturale dell'Italia possa diventare trainante per la nostra economia e riesca a far conoscere l'ingegno dei nostri antenati e della nostra cultura anche all'estero». Commentando le iniziative dei gruppi che hanno promosso il patrimonio artistico italiano all'estero, come ad esempio il gruppo Bracco che ha portato la Filarmonica della Scala in Asia, Resca ha precisato che «iniziative come queste sono da incentivare e promuovere. Abbiamo – ha detto – un grande bisogno dei privati in questo momento. Le imprese si avvicinano all'arte se sono responsabilizzate, dunque bisogna avvicinare il loro nome alle grandi opere artistiche che ha l'Italia, consentendo loro di avere un beneficio e lasciando a noi il vantaggio di poter confidare su aiuti economici, che contribuiscano a migliorare il nostro patrimonio culturale».
«Forse noi ci vogliamo meno bene di quanto in realtà ce ne voglia chi si trova all'estero. A volte ci facciamo male da soli parlando in modo negativo di noi stessi. L'arte – ha concluso il direttore generale per i musei – è un settore che può riportare l'Italia a una leadership fortissima». Proprio per questo motivo il supermanager, per prima cosa, vuole capire «qual è la situazione museale oggi in Italia, per porre degli obiettivi e condividerli con il ministro e con il governo e lavorare sulle grandi competenze che l'Italia ha in questo settore». Resca ha commentato anche l'ipotesi avanzata nei mesi scorsi dall'assessore regionale al Turismo della Campania, Claudio Velardi, di aprire il sito archeologico di Pompei ai set cinematografici. «Io credo che le condizioni ci siano per poter consentire di usare i siti come Pompei, senza intaccarne il rischio del patrimonio storico, artistico e culturale. Perché non utilizzare Pompei per operazioni di questo tipo, ovviamente usando le tecnologie adatte e condividendo ogni passaggio con i tecnici, gli specialisti e i soprintendenti? Perché no? Servirebbe a diffondere sempre di più la fruibilità di Pompei – ha concluso Resca – portando l'immagine degli scavi ancora di più in giro per il mondo. Pompei è senza dubbio un grande museo a cielo aperto. Sono positivo sulle possibilità finalizzate a migliorare la fruibilità di questo sito».
«Dobbiamo creare un volano di promozione economica turistica – ha spiegato Resca – affinché il turismo culturale dell'Italia possa diventare trainante per la nostra economia e riesca a far conoscere l'ingegno dei nostri antenati e della nostra cultura anche all'estero». Commentando le iniziative dei gruppi che hanno promosso il patrimonio artistico italiano all'estero, come ad esempio il gruppo Bracco che ha portato la Filarmonica della Scala in Asia, Resca ha precisato che «iniziative come queste sono da incentivare e promuovere. Abbiamo – ha detto – un grande bisogno dei privati in questo momento. Le imprese si avvicinano all'arte se sono responsabilizzate, dunque bisogna avvicinare il loro nome alle grandi opere artistiche che ha l'Italia, consentendo loro di avere un beneficio e lasciando a noi il vantaggio di poter confidare su aiuti economici, che contribuiscano a migliorare il nostro patrimonio culturale».
«Forse noi ci vogliamo meno bene di quanto in realtà ce ne voglia chi si trova all'estero. A volte ci facciamo male da soli parlando in modo negativo di noi stessi. L'arte – ha concluso il direttore generale per i musei – è un settore che può riportare l'Italia a una leadership fortissima». Proprio per questo motivo il supermanager, per prima cosa, vuole capire «qual è la situazione museale oggi in Italia, per porre degli obiettivi e condividerli con il ministro e con il governo e lavorare sulle grandi competenze che l'Italia ha in questo settore». Resca ha commentato anche l'ipotesi avanzata nei mesi scorsi dall'assessore regionale al Turismo della Campania, Claudio Velardi, di aprire il sito archeologico di Pompei ai set cinematografici. «Io credo che le condizioni ci siano per poter consentire di usare i siti come Pompei, senza intaccarne il rischio del patrimonio storico, artistico e culturale. Perché non utilizzare Pompei per operazioni di questo tipo, ovviamente usando le tecnologie adatte e condividendo ogni passaggio con i tecnici, gli specialisti e i soprintendenti? Perché no? Servirebbe a diffondere sempre di più la fruibilità di Pompei – ha concluso Resca – portando l'immagine degli scavi ancora di più in giro per il mondo. Pompei è senza dubbio un grande museo a cielo aperto. Sono positivo sulle possibilità finalizzate a migliorare la fruibilità di questo sito».
















