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Dodicimila opere d’arte in tournée nel 2008, l’allarme di Resca

Il consigliere del ministro per la valorizzazione dei musei esprime preoccupazione per l’uscita di così tanti beni dalle loro sedi e sottolinea l’importanza della rivoluzione digitale per portare la cultura alla gente

3 aprile 2009

<p>La Venere esquilina inviata all'Expo di Saragozza del 2008. Immagine dal libro di Paolo Moreno, Cleopatra Capitolina, pubblicato da Editinera</p>

La Venere esquilina inviata all'Expo di Saragozza del 2008. Immagine dal libro di Paolo Moreno Cleopatra Capitolina, pubblicato da Editinera

«Nel 2008 dodicimila opere d'arte sono uscite dai musei per andare sia in Italia che all'estero. C'è evidentemente un altissimo movimento di opere d'arte dai musei». Il dato è stato riferito da Mario Resca, consigliere del ministro Sandro Bondi per la valorizzazione dei musei, intervenuto ieri a Roma al convegno di presentazione di CulturaItalia. Commentando i numeri, Resca ha espresso apprensione per le uscite delle opere dalle sedi che abitualmente le ospitano: «Secondo me – ha detto – forse già sono anche troppe e bisognerebbe limitarle. Bisogna a questo punto capire e valorizzarle di più, cioè avere qualcosa che sia più concreto. Mi sembra – ha spiegato – che forse sono troppe quelle che vengono date e quindi va capito un po' meglio cosa fare, perché la cosa importante è la tutela della protezione del nostro patrimonio. Sono preoccupato anch'io – ha concluso –, come tutti i sovrintendenti, che il trasporto sia sicuro».
 
Sulla necessità della divulgazione, tuttavia, Resca ha insistito nel suo intervento sul portale, sottolineando che le nuove tecnologie possono far arrivare virtualmente a tutti, anche a chi non ha dimestichezza con i musei, l’arte e la cultura, al di là delle barriere di spazio e tempo. Culturaitalia, ha spiegato il consigliere del ministro dei Beni culturali, per «portare la cultura, attraverso la rivoluzione informatica, il web e internet, direttamente e in modo facile e friendly, alla gente, senza infrastrutture, senza biglietti da pagare, senza orari».