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Roma: al Palazzo Incontro al via "Australia Today"

11 gennaio 2010

Le creazioni dei più importanti artisti aborigeni contemporanei australiani. Opere che provengono da tutti gli stati del continente australiano e che vengono prodotte utilizzando come supporto la corteccia di eucalipto. A proporle è la mostra curata dalla National Gallery Firenze - presieduta da Marco Parri e con la direzione artistica di Luca Faccenda ''Australia Today'' che si svolgerà a Roma, dal 18 gennaio al 7 marzo al Museo di Palazzo Incontro. In tutto saranno ben 127 gli artisti rappresentativi delle più importanti e arcaiche tribù a presentare le loro opere tra i quali spiccano Rover Thomas, Clifford Possum, Judy Watson Napangardi e Nancy Nungurrayi. La mostra è stata divisa in cinque parti principali.«Il panorama completo - ha spiegato Faccenda - diviso per tribù sarebbe impossibile da comporre a causa del grande numero di popoli - ognuno con un proprio idioma - che vivono sparsi su milioni di chilometri quadrati. Il popolo degli aborigeni - ha aggiunto Faccenda- è costituito da una moltitudine di tribù o clan che vengono spinti al nomadismo dalla ricerca continua di cibo. Nel loro girovagare non portano con sè che pochissimi manufatti abbandonando gli oggetti di uso quotidiano più ingombranti ogni qualvolta si spostano dietro ai branchi di canguri o alla ricerca di emu». «Le loro radici culturali - ha concluso il direttore artistico - basate su leggende, giungono dalla notte dei tempi o meglio dal Tempo del Sogno: ovvero quel momento collocato prima dell'inizio dello scorrere del tempo che essi indicano con Tempo Antico, che precede il Tempo del Lontano Passato, e dunque molto distante, e poi il Lunghissimo Presente, l'oggi. Ricordiamo tuttavia che gli aborigeni non misurano il tempo neppure con lo scorrere delle stagioni». Queste popolazioni, che non conoscono la scrittura, sono riuscite a tramandare tutto il bagaglio delle loro esperienze tramite le arti figurative. Ogni manufatto cela un significato esplicitato per simboli, spesso con un esteso significato esoterico, che ne impedisce, ai non iniziati, anche la più semplice lettura. Quella degli aborigeni è un'arte prodotta usando strumenti rudimentali come dei semplici bastoncini di legno masticato o i capelli, usati come pennello per dipingere o per tirare le linee. La gamma cromatica, pur vastissima, è ottenuta da pigmenti naturali, come le ocre o le argille di diverso colore, il carbone fossile per i neri e i succhi delle erbe e delle bacche selvatiche.