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La cura della mente: scienza, storia e memoria dal manicomio alla Basaglia

Tre centri, nati a Roma, Venezia e Reggio Emilia sulle fondamenta di antiche istituzioni manicomiali, documentano le vicende della psichiatria in Italia 

24 marzo 2009
Opere dei degenti: un disegno di Giuseppe Righi (bibliografia: catalogo Le mura di carta, Verbarium 2005). Istituto neuro-psichiatrico San Lazzaro, Reggio Emilia.

Opere dei degenti: un disegno di Giuseppe Righi (bibliografia: catalogo Le mura di carta, Verbarium 2005). Istituto neuro-psichiatrico San Lazzaro, Reggio Emilia

La Legge 180 promulgata nel 1978, la cosiddetta “Legge Basaglia”, poneva l’enfasi sul diritto alla salute, garantito dalla Costituzione e non soddisfatto dall’internamento, che sopprime i diritti personali con l’occasione della malattia. La legge rappresentava una svolta nel campo della salute mentale poiché riconosceva il malato come portatore di bisogni e di diritti non contraddittori gli uni con gli altri; portatore di istanze soggettive e di interessi sociali di nuovo non contraddittori gli uni con gli altri. Il personaggio che la 180 disegna, pur malato, è un cittadino "a tutto tondo". Una vera e propria rivoluzione sociale e culturale, oltre che di approccio al disagio mentale, rispetto alle pratiche di repressione e agli istituti di emarginazione e segregazione quali erano i manicomi fino a quella data.

In Italia vi sono tre importanti centri di documentazione che nascono sulle fondamenta di storiche istituzioni manicomiali, e che svolgono oggi attività di promozione della salute mentale a tutto campo, attraverso la costituzione di musei storici, l’ideazione di laboratori, la definizione di percorsi di tutela della memoria.