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Madonna del cardellino

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MADONNA COL BAMBINO
DIPINTO

Tipo:

Opere; DIPINTO; Oggetto fisico

Categoria:

Opere d'arte visiva

Autore:

Chiulinovich Giorgio detto lo Schiavone (1436 - 1504)

L'opera pervenne nelle collezioni della Regia Pinacoteca nel 1879 (Vesme 1899) o 1880 (Gamba 1872), acquistata presso il conte Benucci di Milano (Gamba) o di Sinigaglia (Vesme), come opera autografa - anche perché firmata - di Gregorio Chiulinovich detto lo Schiavone. Il Lanzi (1795) vide l'opera presso una famiglia patrizia di Fossombrone. La pubblicano F. Gamba (1884); E. Jacobsen (1897); naturalmente il Vesme (1899); P. Toesca (1911), che "...per il suo colore gemmeo e pel disegno incisivo..." colloca l'opera fra le prime del pittore e l'avvicina al trittico mantegnesco di S. Zeno a Verona; G. Pacchioni (1932, 1938 e 1951); R. Van Marle (1934) che la pone a confronto con la "Madonna col Bambino" di Amsterdam (Rijksmuseum). P. Zampetti (1970) che, scorgendovi affinità stilistiche con la Madonna del Crivelli al Museo di Castelvecchio a Verona, colloca il dipinto intorno al 1460 (Gabrielli); N. Gabrielli (1959, 1965, 1971). Per quanto riguarda la critica più recente, A. De Nicolò Salmazo (in M. Lucco, a cura di, 1990) segnala come l'edicola architettonica dipinta provenga da modelli donatelliani e mantegneschi mediati però da Marco Zoppo: si vedano in particolare il disegno "Madonna col Bambino e angeli" ("Libro dei Disegni" di Marco Zoppo, foglio 2r, Londra, British Museum) e il disegno "Cristo morto sorretto da angeli" (Launceston, Cornovaglia, Penheale Manor, Colville Collection). A. De Nicolò Salmazo propone (in M. Lucco, a cura di, 1987) di sciogliere l'iniziale "S", che si legge nella firma del pittore, in "sculptoris", dal momento che presso lo Squarcione si studiava anche la scultura; non esclude comunque le interpretazioni date della cifra come iniziale di "scholaris" (Bonicatti 1964) o "successoris" (Lazzarini 1908). La tavola è una fra le poche opere sicure (in totale sette: tre firmate e quattro attribuite) del maestro dalmata, noto da un gruppo di opere tutte riconducibili al tempo dell'alunnato presso Squarcione (1456-1459) con lo studio e la suggestione di Donatello, Squarcione stesso, Zoppo, Mantegna, e dell'arte pierfrancescana trasmessa dai pittori ferraresi.
Entro un'edicola marmorea di ispirazione classica stanno la Madonna e il Bambino. La fronte ad arco di trionfo dell'edicola si inserisce su di una base o parapetto di marmo, per cui la figura della Vergine si scorge solo a metà. Il Bambino, che tiene nella destra alzata un cardellino, è seduto davanti a lei su di una panca marmorea che poggia sul parapetto e chiude inferiormente l'edicola di marmo chiaro. Questa presenta elementi decorativi in marmo rosso-bruno (o bronzo?), come capitelli e chiave di volta, e gruppi scultorei come coppie di putti reggi candelabro sul dell'arco e vasi oblunghi entro nicchie negli stipiti. Un festone di foglie e frutti, cavalcato da puttini, pende al di sopra dell'arco; in basso, sul parapetto, ci sono due angioletti seduti e fra loro un piatto colmo di frutta. L'edicola è posta all'aperto, e pur occupando quasi tutta l'area del dipinto, lascia intravedere ai lati due paesaggini lontani: un borgo collinare a sinistra ed una città lagunare a destra.

Soggetto:

MADONNA COL BAMBINO

Estensione:

altezza: cm 71; larghezza: cm 61; grandezza: cm 2.5; altro: cm altezza cornice 95/ larghezza cornice 84/ spessore cornice 7

Materia e tecnica:

TEMPERA SU TAVOLA

Data di creazione:

1456 - 1460, sec. XV, terzo quarto; 1456 - 1460

Ambito geografico:

Palazzo dell'Accademia delle Scienze, Via Accademia delle Scienze, 6, Torino (TO),inv. 192 (1952)

immagine

Condizioni d'uso della risorsa digitale:
Con attribuzione, no opere derivate, senza riuso commerciale
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Riferimenti

È riferito da: scheda iccd OA: 01-00217083

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Fonte dati

MuseiD-Italia / Dipinti

Identificatore: work_27993

Diritti

Detentore dei diritti: proprietà Stato

Condizioni d’uso del metadato: Pubblico dominio

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  • Mets
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