Cultura Italia
  • Chi siamo
    • Mission
    • Contenuti
    • Storia
    • Progetti nazionali ed europei
    • I seminari di CulturaItalia
    • Crediti e contatti
  • Ricerca risorse
  • Aderisci
    • FAQ
    • Perché aderire
    • Come aderire
    • Protocollo di adesione
    • Questionario adesione
    • Racconta le tue risorse
  • Documentazione tecnica
    • Supporto agli sviluppatori
    • Licenze adottate dal Portale CulturaItalia
    • Thesaurus PICO
    • Profilo applicativo PICO
    • Riferimenti bibliografici
  • Supporto alla digitalizzazione
    • Patrimonio culturale e tecnologie digitali: documenti strategici
    • Pianificare un progetto di digitalizzazione
    • Lo standard IIIF
    • Linked Open Data
  • Open data
    • Open Data
  • Partner
    • Istituti fornitori
    • Europeana
    • Forum degli aggregatori
  • News
    • News
  • Home
  • Scheda della risorsa - oai:regione.marche.it:a_71552

Chiesa di S. Procolo

Torna ai risultati della ricerca

Chiesa di S. Procolo

costruzione
notizie esistenza
dipendenza ecclesiastica
realizzazione
ristrutturazione
destinazione d'uso

Tipo:

Immagine; chiesa
Tipo di scheda: Architettura

Categoria:

Chiese

Autore:

Antonio di Nicolò; Cola da Santa Vittoria
Ambito culturale: romanico locale - motivazione dell'attribuzione: 03001802 (p. 62)

Ambito culturale: scuola locale quattrocentesca - motivazione dell'attribuzione: analisi dei caratteri architettonici e stilistici (n.d.c.)

Ambito culturale: maestranze locali settecentesca - motivazione dell'attribuzione: 03001799 (p.74)

intero bene:La costruzione di detta chiesa è riconducibile agli inizi del XI secolo, comunque prima del settembre 1063.
intero bene:Dal documento 1030, del Liber Iurium dell'Episcopato della città di Fermo, datato `1063 settembre Fermo` si legge, relativamente alle concessioni territoriali fatte dal Vescovo di Fermo, Ulderico, a Longino, figlio di Suppone : `..et exceptasti ipsa ecclesia Beati Santi Proculi, qui positum est in fundo vel in locum dicitur Clogiano,...`.
intero bene:L'Abate di Farfa ed il Priore di Santa Vittoria erano svincolati territorialmente dai Vescovi. L'Abazia di Farfa era, per privilegio pontificio, una 'abbazia nullius' così, per analogia, il monastero sul Matenano godeva di tale esenzione. Il Priore conferiva benefici con 'cura d'anime' e questa terminologia (cura animorun) la riscontriamo nella visita, del 1770, alla chiesa di S. Procolo in cui, si fà anche riferimento alla presenza della pietra d'altare tutt'ora esistente. La struttura doveva essere quindi sotto l'influenza di Farfa, almeno fino al '400.
affreschi:La Madonna seduta con Bambino, il San Sebastiano, il San Leonardo, la Vergine con il Figlio risultano affreschi affini a dipinti realizzati da Don Antonio di Nicolò, nel 1403.
affreschi:Torna opportuno ricordare che, già fin dal 1448, Fra Marino aveva dipinto il famoso trittico della `Madonna delle Rose` per la Chiesa omonima di Monte Vidon Combatte, e che i parroci di S. Procolo e di S. Marone avevano commissionato a Fra Marino Angeli il `Polittico di Collina`, cui lo Stramucci attribuisce una datazione corrispondente all'anno 1457. Nel territorio di Monte Vidon Combatte, in fatto di pittura religiosa, doveva trovare buon credito un altro santa vittoriese che, intorno al 1470, si presentava come continuatore dell'arte di Fra Marino.
intero bene:La chiesa era dipendente dal Castello, dal quale distava mezzo miglio, fu inventariata nel 1771, dopo la visita del Cardinale Parracciani.
intero bene:La chiesa, sulla cui porta d'accesso è oggi visibile l'incisione di un mattone all'anno 1746, era stata ristrutturata tra quella data e il 17 novembre 1748, su licenza dell'Arcivescovo Borgia, e benedetta dal parroco Collina.
intero bene:Dall'inventario del 1817 si apprende che, in mezzo alla chiesa vi era un vano che fungeva da sepoltura, tale vano è ancora esistente e sono tuttora rintracciabili dei resti.
intero bene:Oggi esistono attigue due chiese intitolate a S. Procolo la più antica, è stata mutilata nella sua proporzione per far spazio alla nuova, costruita nel 1930 da D. Ottavio Flamini e restaurata successivamente nel 1963. Nel suo assetto originario la struttura più antica doveva essere lunga 38 (8.36m) palmi e larga 18 (3.96 m) palmi.
Stato di conservazione: mediocre

Formato:

La chiesa ad aula absidata, con struttura muraria perimetrale mista in pietra e laterizio e con copertura a capanna.

Data di creazione:

XI; dopo il null; XI - XV; dopo il null; XV; dopo il null; XVIII; dopo il null; XIX - XXI; dopo il null; XX; dopo il null

Ambito geografico:

Monte Vidon Combatte (FM); Via S. Procolo, 0(P)

immagine

Condizioni d'uso della risorsa digitale:
Diritti riservati
Quest'opera di Regione Marche è distribuita con Licenza Diritti riservati.

Oggetti digitali

Oggetto digitale 1

Riferimenti

È riferito da:
Documentazione fotografica: 2 (00109829ft01)

4 (00109829ft03)

6 (SBAAAN80299)

8 (SBAAAN80301)

3 (00109829ft02)

5 (00109829ft04)

7 (SBAAAN80300)

9 (SBAAAN80305)

Fonte dati

Regione Marche / Beni Architettonici

Identificatore:
Codice univoco ICCD: 1100109829

Diritti

Diritti: proprietà Ente ecclesiastico

Condizioni d’uso del metadato: Pubblico dominio

  • Scheda dati xml Pico
  • consulta la scheda esterna

Documenti simili

Immagine

maestranze locali, Chiesa di S. Procolo

Regione Marche

consulta la scheda esterna
Immagine

Chiesa di San Procolo (chiesa)

SIGECweb

consulta la scheda esterna
Immagine

Ceri Giuseppe; Ceri Giuseppe, Chiesa di S. Procolo (disegno)

SIGECweb

consulta la scheda esterna
Immagine

Anonimo Italiano sec. 18., Procolo

Catalogo Collettivo digitale IMAGO

consulta la scheda esterna
Cultura Italia
Cultura Italia
Ministero della Cultura (MiC)
  • Crediti e contatti
  • Accessibilità
  • Termini d’uso
W3C quality assurance: html 5
Questo sito utilizza solo cookie tecnici Per ulteriori informazioni consulta l’informativa presente al link