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Collezione della Gipsoteca del Museo della Certosa di Pavia

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Tipo:

Collezioni; collezione; Collezione

Luca Beltrami si adoperò per la realizzazione di una grande gipsoteca , i cui calchi fossero testimonianza delle vicende conservative delle sculture rinascimentali della facciata e dei due chiostri, "riscontrando i deperimenti cui sarebbero andati soggetti col tempo gli originali" e favorendo la visone ravvicinata dei dettagli dei capolavori scultorei collocati in alto in facciata e lo studio di molti particolari esecutivi che potevano sfuggire all'osservazione da lontano. I calchi di notevole finezza esecutiva e di grandi dimensioni iniziarono ad essere raccolti agli inizi del XX secolo, nella Galleria del piano terreno del Palazzo Ducale, l'attuale gipsoteca, nel 1908 terminò la ristrutturazione della Galleria, sempre sotto la direzione di Beltrami, e nel 1911 venne inaugurato il primo allestimento del Museo, e la sua apertura fu salutata con entusiasmo dalla stampa e dal pubblico, anche se dopo pochi mesi chiuse per più di mezzo secolo. Il progetto di Luca Beltrami di far realizzare una serie di calchi a scopo didattico e di studio dagli originali dei grandi artisti rinascimentali come Giovanni Antonio Amadeo, Cristoforo e Antonio Mantegazza, Solari, Bambaia, Tamagnino, derivò dal fatto che il grande architetto milanese fu allievo a Parigi di Charles Garnier all'Ecole du Louvre, e di Gabriel Davidoud e assistente ai lavori di allestimento del Trocadero, Museo di "scultura comparata", che raccoglieva moulages di grandi dimensioni dalle facciate delle cattedrali francesi, come Chartres, Vezelay, Rouen, Notre Dame e che fu aperto al pubblico nel 1882. Al ritorno in Italia e dopo le progettazioni milanesi per il castello Sforzesco, la Pinacoteca Ambrosiana, Beltrami cercò di realizzare questa grande gipsoteca per il museo della Certosa di Pavia, come ricorda lui stesso nelle vaie Guide dedicate alla Certosa, proprio a scopo didattico e di studio, a documento della conservazione del complesso certosino nel suo insieme, e come"ausilio" per la manutenzione futura, nonché per consentire ai visitatori una visone ravvicinata dei dettagli degli originali rinascimentali, collocati molto in alto in facciata. La gipsoteca è un unicum nel panorama italiano, a imitazione di quella del parigino Trocadero, divenuto poi le Musée des Monuments francais, ora Palais du Chaillot( riaperto nel 2010) e raccoglie più di 200 calchi di grande e piccola dimensione, mentre il nucleo principale della raccolta è costituito dai calchi dei formatori Pietro ed Edoardo Pierrotti, donati sin dal 1891 alla Certosa, al quale se ne sono aggiunti altri alla fine XIX secolo del formatore Carlo Campi, cui si deve anche il calco dell'originario altare maggiore della Chiesa, oggi a Carpiano, e ancora nuovi calchi eseguiti in occasione del restauro della facciata( 1903-1919) e le fotografie del complesso eseguite da Achille Ferrario. Dell'impianto storico del 1911 si è conservata integra la saletta attigua alla galleria, ora intitolata proprio a Beltrami, in cui sono esposti i calchi del monumento funebre di Ludovico il Moro e Beatrice d'Este, collocato nel transetto della chiesa, e quello enorme del portale di Amadeo, in cui è visibile sul retro l'intelaiatura lignea di sostegno. Un calco di altrettanta finezza esecutiva tratto dal cenotafio originale del Solari di Ludovico il Moro e Beatrice d'Este è ora esposto tra le collezione di gessi del Puskjn Museum di Mosca, a testimonianza delle varie tirature di questo calco, tutte molto rifinite nei dettagli.

Ambito geografico:

Museo della Certosa di Pavia, viale Monumento, 4 - Certosa di Pavia (PV), Italia

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Fonte dati

MuseiD-Italia / Collezione della Gipsoteca del Museo della Certosa di Pavia - collezione

Identificatore: coll_269

Diritti

Condizioni d’uso del metadato: Pubblico dominio

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  • Mets
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