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testa di baccante

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busto

Tipo:

Opere; busto; Oggetto fisico

Categoria:

Opere d'arte visiva

Autore:

ambito piemontese

La scultura è segnalata nelle collezioni del Castello a partire dalla ricognizione compiuta dal pittore Sampietro nel 1855 che la ricorda al numero 28 nella "Galleria del Teatro" proponendone l'identificazione come una "sacerdotessa di Bacco". Non riconoscibile con certezza nelle inventariazioni eseguite nello stesso 1855, 1857 e 1876, quando nella galleria sono segnalati quattro busti femminili non meglio identificabili (nn. 41, 48, 57 e 81), è possibile riconoscerla nuovamente nel 1908, quando, ancora nella Galleria del Teatro, è descritto al numero 526 un "Busto colossale in marmo di Carrara rappresentante una Sacerdotessa di Bacco" riferito ad autore non identificato. Nella stessa collocazione la "Sacerdotessa di Bacco" è ricordata nel 1927 con il numero 2952. La ricognizione del 1964 ne registra lo spostamento nel "Corridoio dopo il cortile interno" che segnala con il numero 1700 un "Busto di marmo bianco raffigurante Sacerdotessa di Bacco" posto su base "di legno di forma prismatica, finto marmo", non stimata. Databile intorno al secondo quarto del XIX secolo, l'opera ripropone un modello classico, dalle forme molto idealizzate, da riconoscere in sculture come il gruppo di Dioniso appoggiato ad un Satiro della Galleria degli Uffizi (inv. n. 246), già esistente a Roma intorno al 1550 dove ebbe modo di descriverlo Aldrovandi. Acquistato da Ferdinando I, il gruppo compare negli inventari degli Uffizi a partire dal 1704 e fu oggetto di numerose repliche (cfr. G. A. Mansuelli, Galleria degli Uffizi. Le Sculture, parte II, Roma 1958, pp. 159-160, figg. 132 a, 132 b-c). La testa di Aglie’ trova precisi termini di paragone con quella di Dioniso, di cui riproduce le ampie arcate sopracigliari, il naso fortemente squadrato, i lunghi capelli ondulati i cui riccioli scendono fin sulle spalle e la corona di pampini. Vale del resto la pena ricordare la presenza nelle collezioni del Castello di una testa di Eracle scopadeo (inv. n. 2110) proveniente dagli scavi diretti dal Biondi nel 1825 presso la casa detta del "Console C. Prastina Pacato" e identificato dal Canina con "Bacco conquistatore delle Indie", cui vari elementi sembrano legare la testa in questione (cfr. M. Borda, Monumenti archeologici tuscolani nel Castello di Aglie’, Roma 1943, pp. 11-12). Allo stesso autore della testa in esame sembra doversi riferire anche l'altro busto di baccante conservato nel Vestibolo, identificato dall'inventario del 1842-43 con Benedetto Cacciatori (cfr. scheda di catalogo 01/00208231).
Busto rappresentante una figura femminile con il viso rivolto verso sinistra, lo sguardo in basso. Lunghi capelli ondulati con grandi boccoli le ricadono sulle spalle. Ha il capo cinto da una corona di foglie di vite e una fascia sulla fronte. La scultura ha una base formata da un dado rettangolare sagomato alle estremità e un corpo circolare in marmo bianco. Poggia su un piedistallo ligneo dipinto a finto marmo.

Soggetto:

testa di baccante
Figure: figura femminile. Oggetti: corona di foglie di vite; fascia.

Estensione:

altezza: cm 69; larghezza: cm 39; profondita': cm 26

Materia e tecnica:

marmo bianco/ scultura; marmo/ scultura

Data di creazione:

1825 - 1849, sec. XIX, secondo quarto; 1825 - 1849

Ambito geografico:

Castello Ducale, NR (recupero pregresso), Aglie’ (TO), Piemonte - Italia - Vestibolo tra il cortile di S. Massimo e lo scalone aulico verso il giardino: parete sinistra,inv. 1700 (1964)

immagine

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Riferimenti

È riferito da: scheda iccd OA: 01-00208228

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Fonte dati

MuseiD-Italia / Elementi decorativi ed architettonici

Identificatore: work_13870

Diritti

Diritti: Castello di Aglie’

Detentore dei diritti: proprietà Stato

Condizioni d’uso del metadato: Pubblico dominio

  • Scheda dati xml Pico
  • Mets
  • vedi la scheda in MuseiD-Italia

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