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Marina al calar del sole

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marina con pescatori e barche
DIPINTO

Tipo:

Opere; DIPINTO; Oggetto fisico

Categoria:

Opere d'arte visiva

Autore:

Manglard Adrien (1695 - 1760)

Questo dipinto e il suo pendant inv. 341 sono stati identificati da Alessandro Baudi di Vesme come i due "quadri di marine" acquistati da Vittorio Amedeo II nel 1726, per i quali è annotato, nei conti della Real Casa, in data 19 novembre, un pagamento di 350 lire al pittore lionese Adrien Manglard, in quel momento residente a Roma (A. Baudi di Vesme, Catalogo della Regia Pinacoteca di Torino, Torino 1899, p.103; A. Baudi di Vesme, Schede Vesme. L'arte in Piemonte dal XVI al XVIII secolo, vol. II, Torino 1966, p. 645; O. Michel, Adrien Manglard peintre et collectionneur (1695-1760), in "Mélanges de l'Ecole Française de Rome. Moyen Age-Temps modernes", 1981, pp. 841 e 879, nota n. 184). La Descrizione delle pitture, sculture et altre cose piu notabili del Real Palazzo e Castello di Torino del 1754 (pubblicata in S. Pinto, a cura di, Musei d'arte a Torino. Cataloghi e inventari delle collezioni sabaude, Torino 1994, fasc. III, p. 7) segnala le "Due Vedute di Spiaggia di Mare - di Manglar" nella Camera quarta dell'Appartamento degli Archivi Particolari (249). Il 19 dicembre 1802, durante l'occupazione napoleonica del Piemonte, furono entrambe prelevate con altri manufatti dalla residenza sabauda per ordine del generale Jourdan e trasferite in Francia per la costituzione del suo museo privato (G. B. Piacenza, Gioie, Argenti, Quadri, Mobili ed altri effetti esistenti ne' Reali Appartamenti di Torino, stati presi dai Francesi, allorchè invasero gli Stati di S. M. nell'anno 1798, e negli anni successivi, 1814, copia in Galleria Sabauda dell'originale nell'Archivio di Stato di Torino: "Quadri stati rimessi d'ordine del General Giordan al capo di Segreteria La Boulinière per mandare a Parigi, li 19. Dicembre 1802./ 88. Due di marine di Manglar"; M. di Macco, M. B. Failla, Torino tra Rivoluzione e Impero napoleonico. Le scelte francesi dalle collezioni reali, restauri e nuova legittimazione del patrimonio, in B. Ciliento, a cura di, Napoleone e il Piemonte. Capolavori ritrovati, catalogo della mostra ad Alba, Savigliano 2005, pp. 89-90). Rispedite a Torino alla fine del 1816 (Torino, Archivio di Stato, Sezione Corte, Regi Archivi, mazzo 9, fascicolo 1815 e 1816, carta n. 44: lettera del Costa al conte Galeani Napione in data 7 dicembre 1816 con allegata Indicazione del contenuto delle XVII Casse, le quali furono da Parigi spedite a Torino li 2 dicembre 1816), sono citate in un inventario manoscritto ordinato per scuole, senza data, ma fatto redigere da Carlo Felice intorno al 1822 (Conoscere la Galleria Sabauda. Documenti sulla storia delle sue collezioni, Torino 1982, pp. 142 e 143). Un secondo inventario che accompagna il precedente e mostra la distribuzione delle pitture nelle varie sale della residenza (Conoscere la Galleria Sabauda, 1982, pp. non numerate) le segnala sulle pareti nord e sud della Camera del Beato Amedeo (nn. d'ordine 43 e 67). ||Il catalogo di Carlo Benna (Catalogue des tableaux, bas-reliefs et statues des diverses écoles exposés dans la Galerie Royale de Turin, Torino 1857, p. 87, n. 526) li registra nella sala XVII di Palazzo Madama, prima sede del museo; nella stessa collocazione li segnala J. M. Callery (La Galerie Royale de peinture de Turin, 1859, pp. 265 e 266, nn. 525 e 526) che considera i due paesaggi ammirevoli imitazioni della pittura di Claude Lorrain: "On peut guère les distinguer, dans un examen rapide, que par le style des figures qui sont dessinées plus correctement et finies avec plus de soin que les tableaux de Claude: mais en poussant plus loin l'observation, on remarque que l'atmosphère n'a pas une chaleur égale partout et que la perspective aérienne laisse quelque chose à désirer. Toutefois, ce sont des pages charmantes de composition et fort agrèable de couleur, qui prouvent que, sans être un génie, un peintre de talents moyens peut produire de très-belles choses en prenant pour modèles les maîtres de premier ordre". Nel 1884 i due dipinti risultano esposti nella quindicesima sala (dedicata ai pittori di scuola francese) al secondo piano del Palazzo dell'Accademia delle Scienze, dove la Galleria era stata trasferita nel 1865 (F. Gamba, Guida od indicazione sommaria dei quadri e capi d'arte della R. Pinacoteca di Torino, Torino 1884, p. 109, n. 479). ||Una prima lettura critica delle tele è stata tentata da Andreina Griseri (Pittura, in V. Viale, a cura di, Mostra del Barocco piemontese, Torino 1963, vol. II, p. 75), che coglieva nelle due composizioni una rivisitazione in chiave settecentesca di elementi desunti dalle opere di Van der Cabel e di Claude Lorrain che avrebbe orientato verso una maggiore aderenza al vero la locale pittura di paesaggio, influenzando in particolar modo l'arte di Scipione Cignaroli. (continua in OSS)

Soggetto:

marina con pescatori e barche

Estensione:

altezza: cm 96; larghezza: cm 133; altro: cm misure con cornice: 120 x 157 x 10 cm

Materia e tecnica:

tela/ pittura a olio

Data di creazione:

1726 - 1726, sec. XVIII, secondo quarto; 1726

Ambito geografico:

Palazzo dell'Accademia delle Scienze, Via Accademia delle Scienze, 6, Torino (TO) - secondo settore delle collezioni dinastiche: da Vittorio Amedeo I a Vittorio Amedeo II,inv. 339 (1952)

immagine

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Fonte dati

MuseiD-Italia / Dipinti

Identificatore: work_27994

Diritti

Diritti: Ministero per i Beni e le Attività Culturali

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