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Alabastron

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Tipo:

Opere; Alabastron; Oggetto fisico

Categoria:

Reperti archeologici

corpo cilindrico punta arrotondata, piede a tre dischi sovrapposti
Il tipo è attestato nella necropoli tarantina tra la fine del V e il IV sec. a. C. con continuità ma limitato a poche varianti fino al IV sec. a. C.: si tratta di prodotti d'importazione. A partire da questo periodo si affermano in maniera predominante le produzioni locali d'imitazione in ceramica. Nell'ultimo quarto del III sec. a. C. riprende l'uso dell'alàbastron in alabastro d'importazione che predilige l'orlo rettilineo o leggermente svasato, con un collarino discoidale sotto, e il corpo sempre più affusolato; è affiancato da un altro tipo in alabastro gessoso, di piccole dimensioni e a destinazione esclusivamente funeraria. ronti più puntuali si possono fare con i numerosi alàbastra trovati nella necropoli di Taranto, e con alcuni conservati al Museo di Taranto datati tra il IV ed il II sec. a. C.; molto simile è inoltre un tipo presente nel Museo di bari con la variante delle prese ad aletta laterali, che a sua volta ha confronti più diretti con esemplari dell'Ipogeo Varrese (cfr. AA. VV., Principi imperatori e vescovi. Duemila anni di storia a Canosa a cura di R. Cassano, 1992, pp. 479-481).ntesti funerari tarantini il tipo di alàbastron con corpo cilindrico allungato, piede a dischi sovrapposti, collo cilindrico, copre un arco cronologico dal III alla metà del II sec. a. C.one proposta: III sec. a. C

Estensione:

altezza: cm 12.5; larghezza: cm 3

Materia e tecnica:

Argilla color nocciola; vernice rossa

Ambito geografico:

Museo Sannitico, Mazzarotta, Campobasso (CB), Molise - Italia, inv. 45615 (09/1994)

immagine

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Riferimenti

È riferito da: Scheda ICCD RA: 14-00068404

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Fonte dati

MuseiD-Italia / Collezione Campobasso

Identificatore: work_34144

Diritti

Detentore dei diritti: proprietà Stato, Ministero Beni e Attività Culturali

Condizioni d’uso del metadato: Pubblico dominio

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