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epigrafe commemorativa

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Tipo:

Opere; epigrafe commemorativa; Oggetto fisico

Categoria:

Reperti archeologici

Il lastrone, perfettamente lisciato in superficie, presenta una fascia superiore, larga 12 cm, come anche una fascia inferiore più stretta (cm 7) scalpellate. Il lato superiore è a scalino, per facilitare l’adesione di altri blocchi. L’epigrafe doveva essere necessariamente completata su un altro blocconella parte sinistra.
La lastra è scalpellata evidentemente per facilitare l’adesionedella muratura dell’edificio in cui era inserita l’iscrizione.Incisa originariamente sulle due facce, già all’epoca della ricognizionedi Nissen e Dressel la lastra risultava nelle condizioni in cui è conservata oggi, cioè priva sia della parte posteriore che di parte del lato sinistro. Nella sua fisionomia originaria la lastra era posta sull’edificio relativo in modo da poter essere letta sia da chi entrava (lato A della iscrizione,ora perduto) sia da chi usciva (lato B, conservatosi). L’iscrizione, che trova completamento sia nelle due versioni del CIL che,per quanto riguarda le cariche municipali del personaggio in questione inaltre due iscrizioni da Isernia (CIL IX, 2654 e 2655) si riferisce ad un personaggio isernino, L. Abullius Dexter. Il cursus registra le principali cariche municipali: quattuorvir iure dicundo, due volte quaestor, quattuorvir quinquennalis iure dicundo; come carica sacerdotale è,inoltre, flamen divi Hadriani; assurto alla carica di patrono, è anchecuratore di due arterie viarie locali di una certa importanza, la viaCubulterina e la via Allifana. Nel caso specifico, questo personaggio si distingue per il suo evergetismo,avendo fatto costruire a sue spese e su suo terreno il macellum cittadino,munendolo di chalcidicum – sala accessoria – e di un peristilio. L’iscrizione commemorativa ricorda queste tre opere, parte di un medesimocomplesso; la versione per chi entrava nel macellum (lato A) prevedeva, inordine, l’elencazione del macellum, della porticus e del chalcidicum; perchi usciva (lato B) l’ordine contempla prima il chalcidicum, quindi la porticus, infine il macellum. Il macellum viene menzionato anche in un’altraiscrizione (CIL IX, 2638) relativa al restauro del macellum, danneggiato dalterremoto del 346 d.C., ad opera del rettore della provincia Samnii, Autonius Iustinianus. La gens Abullia, oltre che ad Isernia compare anche a Bojano (CIL IX, 2524)e, probabilmente, a Fagifulae.

Estensione:

altezza: cm 85; larghezza: cm 145; altro: cm alt. lettere: 1: 18; 2: 13; 3: 12.5; altro: cm 14

Materia e tecnica:

calcare lamellare; incisione

Ambito geografico:

Museo Provinciale Sannitico, palazzo Mazzarotta, via Chiarizia 14, Campobasso (CB) - I piano, I stanza, inv. MPS 968

immagine

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Riferimenti

È riferito da: Scheda ICCD RA: 14-00085346

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Fonte dati

MuseiD-Italia / Collezione Campobasso

Identificatore: work_34538

Diritti

Detentore dei diritti: proprietà Ente locale, Provincia di Campobasso

Condizioni d’uso del metadato: Pubblico dominio

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