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Base con iscrizione

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Tipo:

Opere; Base con iscrizione; Oggetto fisico

Categoria:

Reperti archeologici

Base troncopiramidale poggiante su una lastra quadrangolare molto sporgentee sormontata da una cornice aggettante su cui posa la statuetta, in posizione obliqua rispetto alla fronte della base.Sulla faccia anteriore è incisa un'iscrizione in alfabeto osco.L'iscrizione, distribuita ordinatamente su 6 righe, non occupalongitudinalmente l'intero campo epigrafico che alla riga 4; laquale è l'unica a contenere due parole invece che una sola . A ciò sarà da imputare la mancanza della puntuazione interverbale,altrimenti regolare in tutto il testo, appunto nel solo caso dellaparte terminale di tale riga, e cioè in coda alla seconda parolain essa contenuta, che termina proprio a ridosso dello spigolodella base. Ductus sinistrorso.
Seppur la base e la statua siano stati rinvenuti separati, non v'è dubbio della pertinenza dell'una all'altra, garantita dalla ravvicinata giacitura all'interno del deposito votivo e soprattuttodal disegno dell'impronta di saldatura riscontrabile sul piano d'attesa della base (MatteiniChiari, 2000, pp. 285, 290, figg. 13-14).L'alfabeto utilizzato è quello nazionale osco di derivazione etrusco- campana.La presenza, in particolare, del segno diacriticato›í‹ attesta inequivocabilmente che si tratta della grafia riformata, posteriore al 300 a.C.circa.Il tratto, ordinato e tendenzialmente regolare, nonché, soprattutto, la forma decisamente squadrata delle lettere, sembrano essere indici di un tipo grafico abbastanza evoluto.Rimandano a una datazione piuttosto recente nell'arco del III secolo a.C.Quanto all'interpretazione, il testo è sufficientemente chiaro, e si lascia tradurre come 'Trebius Dec(c)ius fece (fare?) (e) donò alla dea/diua per grazia ricevuta'.Lo schema formulare è quello tipico dei testi di dedica sacra di carattere privato, ben noto intutto il mondo italico e perfettamente parallelo, nella struttura basilare, al corrispettivo modulo testuale latino. Tra le considerazioni che si possono fare a livello onomastico sul personaggio autore dell'offertavotiva, trebis dekkiis, va rilevato che la formula è del tipo privo dell'indicazionedel patronimico, di uguale frequenza, in osco, all'altro tipo con patronimico. Nessuno dei due termini della formula onomastica è abbreviato; e tanto il prenome che il gentilizio del personaggio trovano cospicua attestazione epigrafica in osco.Si è ipotizzato che nel testo sepinate deíva¯- costituisca non un attributo utilizzato in luogo del nome completo della divinità, ma senz'altro esso stesso il teonimo vero e proprio Deíva. Considerandolo al contrario un attributo, sulle ragioni per cui sia stato, allora,sottaciuto il teonimo - soluzione che pare di gran lunga la più plausibile - sembrano nonsussistere che due spiegazioni possibili.La prima è che l'indicazione della divinità fosse informazione ridondante e superflua in quantoinferibile per vie pragmatiche dal contesto; il testo si presenta, in realtà, circostanziato e dettagliato, anche troppo "prodigo" di informazioni, se si pensa alla presenzadell'indicazione relativa alla realizzazione dell'oggetto, che s'è vista altrove mai attestata intesti di dedica italici.L'altra è che il teonimo sia stato intenzionalmente taciuto; condizione che farebbe pensare adun qualche tipo di esclusione rituale, rara caratteristica di culti femminili (cfr. Brelich, 1949-50).Il sincretismo deiva¯- pupluna¯- - Iuno sancisce indirettamente la possibilità di una corrispondenza sul piano cultuale tra una deíva¯- italica e una divinità del "rango" di Giunone.Il che, per tornare al testo sepinate, è quanto sembra permettere un allargamento alle divinità"maggiori" dello spettro delle possibilità interpretative.

Estensione:

altezza: cm 7

Materia e tecnica:

Bronzo fuso e inciso

Ambito geografico:

Mostra "La Dea, il Santo, una Terra", Altilia, Sepino (CB) - Borghetto Maglieri, inv. 53878a

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Riferimenti

È riferito da: Scheda ICCD RA: 14-00085003

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Fonte dati

MuseiD-Italia / Collezione Altilia

Identificatore: work_53486

Diritti

Detentore dei diritti: proprietà Stato, Ministero Beni e Attività Culturali

Condizioni d’uso del metadato: Pubblico dominio

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