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Giove fulmina un empio

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RILIEVO FUNERARIO

Tipo:

Opere; RILIEVO FUNERARIO; Oggetto fisico

Categoria:

Reperti archeologici

Autore:

ambito aquileiese

Lastra parallelepipeda priva di corniciatura. La superficie della fronte, “pettinata” a gradina, costituisce lo sfondo neutro in cui si inseriscono le due figure a rilievo, collocate in due piccole nicchie rettangolari con margini sfumati e base piana per l’appoggio dei piedi inclinata verso lo spettatore. Sopra la figura di Zeus sono conservati tre fori ciechi (i due inferiori sono doppi) con perni in ferro, disposti simmetricamente ai vertici di un ideale triangolo, forse pertinenti – secondo il Brusin (cit. in Scrinari) – a un tettuccio di protezione. Alle estremità della faccia superiore ci sono due incassature rettangolari per il fissaggio a una struttura di base. Facce laterali martellinate; superiore e inferiore gradinate; retro liscio (probabilmente per il taglio della sega).
Il pezzo proviene da un’area consacrata (cfr. Scrinari, Beschi), che si voleva preservare da eventuali lordure sacrileghe mediante l’esibizione di un monito dissuasorio figurato. È verosimile la pertinenza a un monumento sepolcrale, poiché simili moniti sono ribaditi per iscritto in varie epigrafi funerarie (cfr. Zaccaria cit. in Bibliografia). Lo spirito della figurazione è improntato a una vena schietta, popolaresca. Lo schema iconografico dello Iuppiter e lo sfondo neutro sono citazioni dell’arte greca (di età ellenistica per gli elementi patetici nella figura di Zeus). Indizi per una datazione alto-imperiale sono: l’esecuzione precisa nei dettagli e sensibile nel modellato, realizzata col solo uso dello scalpello; l’uso quasi nullo del solco di contorno; l’aderenza alla realtà e la scioltezza di rappresentazione; l’acconciatura dell’uomo.

Soggetto:

Giove fulmina un empio
Il bassorilievo raffigura Giove mentre fulmina un sacrilego. Il dio, collocato più in alto e di dimensioni maggiori, è raffigurato di scorcio in nudità eroica, con barba folta e capelli mossi, la bocca semiaperta e la fronte aggrottata, il braccio destro levato con la folgore pronta per essere scagliata. Per caricare il colpo il peso del corpo è arretrato e poggia sulla gamba destra leggermente flessa al ginocchio. La gamba sinistra è tesa in avanti. La direttrice del moto nello spazio è obliqua, in avanti e in basso verso destra, e segue la direzione dello sguardo e dell’indice sinistro puntati sull’empio. Attorno al braccio sinistro è avvolto un mantello, che si gonfia svolazzando alle spalle. In basso a destra è raffigurato l’empio con un fulmine già conficcato nella schiena, il volto e le gambe di profilo, il tronco di tre quarti, i capelli a corte ciocche portate in avanti sulla fronte, vestito con una semplice tunica a mezza manica e calzari a collo alto (calcei).

Estensione:

altezza: cm 87; larghezza: cm 132; profondita': cm 16

Materia e tecnica:

calcare di Aurisina/ scalpellatura/ a gradina/ levigatura

Data di creazione:

sec. I d.C.; 0 - 99

Ambito geografico:

Museo archeologico nazionale di Aquileia, villa Faraone-Cassis, Via Roma, 1 - 33051 Aquileia (UD), AQUILEIA (UD), FRIULI VENEZIA GIULIA - ITALIA - gallerie lapidarie, inv. AQ 50397

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Riferimenti

È riferito da: Scheda ICCD RA: 06-00069861

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Fonte dati

MuseiD-Italia / Le collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Aquileia

Identificatore: work_84739

Diritti

Detentore dei diritti: proprietà Stato, Ministero per i Beni e le Attività culturali

Condizioni d’uso del metadato: Pubblico dominio

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  • Mets
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