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Pluteo

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pluteo

Tipo:

Opere; pluteo; Oggetto fisico

Categoria:

Opere d'arte visiva

Mutila in alto ed in basso, è incorniciata ai lati da un listello liscio con cornice modanata, decorata con un motivo vegetale a girali e foglie che ricompare anche all'estremità destra del blocco, dove doveva originariamente inserirsi una ulteriore specchiatura a rilievo ed intarsio. Il campo interno è omogenaemente ripartito in quattro settori triangolari da un elemento centrale a rillievo di forma quadrata, disposto ortogonalmente rispetto alla della lastra. La decorazione degli spazi di risulta trova rispondenza nei diagonali: in basso a sinistra ed in alto a destra, sul fondo decorato con un motivo a listelli si stagliano due rosoni a due giri di foglie estroflesse e corolla centrale; lungo la direttrice opposta, figuano invece due protomi umane, dal volto allungato, con lineamenti regolari, corta barba ondulata e trapanta e cappello a calotta, da cui fuoriescono ai lati fluenti ciocche della capigliatura che, nello svolgersi, assumono l'aspetto di elementi vegetali, qualificand
La lastra, probabilmente appartenuta ad un recinto presbiteriale, è nota da tempo alla critica: già segnalata da Ridolofi, che ne supponeva l'appartenenza ad una chiesa anteriore all'odierna Santa Maria Forisportam, è stata ritenuta da Venturi uno degli esempi maggiori delle opere ad intarsio della Toscana. Ad eccezione della proposta di Salmi, successivamente accolta da Belli Barsali, che la riteneva opera di ambito biduinesco, è stata variamente ricondotta all'ambito delle maestranze lombardo-lucchesi presenti a Lucca a partire dalla seconda metà del XII secolo. Lazzareschi vi scorgeva notevoli derivazioni dai maestri comacini, mentre per Papini, in particolare, gli elementi di confronto più cogenti si individuerebbero con le sculture del portale della chiesa di San Pier Maggiore a Pistoia, opera che la critica più recente (Dalli Regoli, Ascani, Baracchini-Filieri), assegna con decisione alla fase intermedia dei Guidi, negli anni Trenta-Quaranta del Duecento ed alle medesime taglie impegnate nella realizzazione dell'arredo presbiteriale della collegiata di San Cristoforo a Barga. Orientati verso una datazione leggermente più avanzata, nell'ambito dell'attività di Guido da Como e in analogia con il fonte autografo del Battistero Pisano (1246), sono invece Campetti e Bertolini Campetti - MeloniTrkulija. Inquadramento totalmente diverso è invece quello proposto da Calderoni Masetti in un saggio monografico sul pluteo in esame e su un altro esemplare con Sansone che smascella il leone proveniente dalla cattedrale lucchese, anch'esso al Museo Guinigi. La studiosa attribuisce infatti le due sculture ad uno stesso atelier non guidesco, anticipandone la datazione agli ultimi anni del XII secolo, all'epoca della realizzazione della decorazione dei pilastri del portico della cattedrale di Lucca, in particolare dei rilievi con il Peccato originale e della colonna firmata "amico di Mabilia", facendo anzi del rilievo un precedente determinante per la valutazione del contributo guidettesco in terra lucchese. In conseguenzan di ciò ipotizza per i due rilievi anche una comune collocazione nella cattedrale lucchese, pur senza specificare le modalità con cui la lastra con i draghi sarebbe successivamente migrata nella chiesa di Santa Maria Forisportam. Le corrispondenze indicate dalla Masetti non appaiono tuttavia pienamente soddisfacenti: le tipologie degli animali, delle teste e degli elementi vegetali rinviano indubitabilmente al repertorio de Guidi, anche se alcune atipicità compositive non permettono un puntuale inquadramento all'interno delle personalità della vasta taglia. La tipologia delle protomi umane, dalla bocca socchiusa e quella de draghi centrali dalle fauci digrignanti e dal collo fortemente arcuato allontanano infatti il pezzo da una datazione eccessivamente avanzata, come dimostrano il confronto con i draghi del pulpito di Santa Maria a Monte, opera forse posteriore alla metà del secolo e soprattutto le affinità, già segnalate da Dalli Regoli, con i draghi della colonnetta istoriata del chiostro dell'ex monastero di San Ponziano o delle mensole del Duomo lucchese. Anche la stessa tipologia del pluteo, che scarta la più rigorosa impostazione a rotae con protomi angolari degli esemplari bigarelliani trova riscontro in opere di cronologia precedente e di più complesso inquadramento, come alcune delle lastre a rilievo ed intarsio di Pistoia ed in particolare in quelle del fonte del Battistero di Pistoia. Anche le tipologie vegetali minutamente intagliate rinviano a questo ambito geograifco e temporale, allontanandosi invece dalle carnose composizioni guidettesche: sembra per questo accettabile una datazione nel primo quarto del secolo ad opera di un maestro di cultura guidettesca,dotato di notevole abilità inventiva e tecnico-esecutiva.

Soggetto:

Pluteo

Estensione:

altezza: cm 93; larghezza: cm 132; profondita': cm 135

Materia e tecnica:

marmo/ intarsio/ scultura

Data di creazione:

sec. XIII; 1200 - 1224

Ambito geografico:

Museo Nazionale di Villa Guinigi, Villa Guinigi, Lucca (LU) - sala III, inv. 182

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Riferimenti

È riferito da: Scheda OA: 09-00525388

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Fonte dati

MuseiD-Italia / Museo Nazionale di Villa Guinigi

Identificatore: work_93727

Diritti

Detentore dei diritti: proprietà Ente pubblico territoriale, Comune di Lucca

Condizioni d’uso del metadato: Pubblico dominio

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