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Kinetichrome

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figure geometriche
opera d'arte applicata

Tipo:

Opere; opera d'arte applicata; Oggetto fisico

Categoria:

Opere d'arte visiva

L'opera è strutturata esternamente come una scatola quadrata costituita da un'intelaiatura metallica grigia che contiene l'intero meccanismo di cui è costituito. Frontalmente un'apertura circolare permette la visione. E' possibile immaginare la lastra divisa in tre grandi sezioni. Nella parte inferiore a destra si intersecano e sovrappongono elementi geometrico-stellari. Al centro invece, leggermente spostato a sinistra, vi è un un elemento cuneiforme dalle terminazioni crestate, quest'ultime sono il frutto della sovrapposizione di più triangoli. Nella parte superiore invece sono presenti due elementi: uno costituito dalla sovrapposizione di tre forme astratte e un altro triangolare. La rotazione dei due polarizzatori insieme alla luce interviene sulla modulazione cromatica i cui colori dominanti sono il celeste, il rosa e il giallo.
I Kinetichrome di Albert Friscia evidenziano un processo creativo che conduce verso lo sguardo e l'esperienza del pubblico; un prodotto fatto esplicitamente di sapere tecnico e immaginazione, di intuizione creativa e cura artigianale, sulla base di una consapevole rielaborazione di presupposti scientifici. Un metodo di lavoro meticoloso che concilia istanze diverse della scienza e dell'arte ossia il calcolo rigoroso e la libertà del segno. Questo elemento è più che mai individuabile nell'opera in esame data la distribuzione non casuale degli elementi di cui è costituita. L'opera cinetica diviene così il luogo in cui le geometrie si dilatano, incurvate armoniosamente come se fossero intessute di una inconsistente materia plastica, aprendosi a ventaglio, intessute di luce, trasparenze e opacità. La luce del Kinetichrome di Friscia è quella polarizzata, studiata e usata come mezzo di espressione artistico per creare, come affermava l'autore in un suo saggio apparso in Tracce del 1984/85, non soltanto immagini di colori statici, ma anche immagini con colori che cambiano dando, all'arte, la dimensione temporale (v. Bordini, p. 33). Un elemento questo che poteva, secondo Friscia, presentare enormi possibilità, ancora inesplorate, nell'arte plastica. Agli inizi degli anni Trenta stimoli importanti vengono realizzati attrverso le proiezioni del Lumia e del Clavilux di Thomas Wilfred; Friscia lo ammira come "uno dei primi validi esempi dell'uso della dimensione del tempo nell'arte", già all'epoca sostanzialmente attratto dalle possibilità di avventurarsi attraverso l'uso della luce in una dimensione preclusa alla pittura tradizionale. Questo lo porterà, come sappiamo, a brevettare nel 1939 il Chormalume e ad una ricerca ininterrotta rivolta ad eliminare i pigmenti e a determinare colori e forme, intrecciando luce e materia. Le opere donate dalla signora Lidia Di Bello sono state notificate il 01/03/2000 con il seguente provvedimento: 'Repertorio n. 62/00', estremi del provvedimento 2000/02/10.

Soggetto:

figure geometriche

Estensione:

altezza: cm 55; profondita': cm 13; lunghezza: cm 55; altro: cm ca.

Materia e tecnica:

mylar

Data di creazione:

sec. XX; 1970 - 1980

Ambito geografico:

Esposizione Permanente delle opere di Albert Friscia, Biblioteca Nazionale di Potenza, Via del Gallitello, 103, POTENZA, Potenza (PZ), Basilicata - Italia - secondo piano, parete a destra, seconda opera a destra, inv. 85279 (2000)

immagine

Condizioni d'uso della risorsa digitale:
Con attribuzione, no opere derivate, senza riuso commerciale
Quest'opera di MetsTeca è distribuita con Licenza Con attribuzione, no opere derivate, senza riuso commerciale.

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Riferimenti

È riferito da: documento video-cinematografico: SPSAE MT cinetico 1.2
Scheda OAC: 17-00168579

È incluso da: Vedi la risorsa contenente

Fonte dati

MuseiD-Italia / Le opere d'arte applicata della collezione Albert Friscia

Identificatore: work_98141

Diritti

Detentore dei diritti: proprietà Stato, Biblioteca Nazionale di Potenza

Condizioni d’uso del metadato: Pubblico dominio

  • Scheda dati xml Pico
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