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bussola delle tangenti

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Tipo:

bussola delle tangenti; image

Categoria:

Strumenti scientifici

Autore:

Pouillet Claude Servais Mathias; Dessì Giuseppe (inventore; costruttore), Pouillet Claude Servais Mathias (inventore), Dessì Giuseppe (costruttore)

La bussola delle tangenti è uno dei galvanometri ad ago magnetico mobile più usato attorno alla metà dell'800. Lo strumento è così chiamato perché l'intensità di corrente è proporzionale alla tangente dell'angolo di rotazione dell'ago. Nella sua forma tradizionale è costituita da un minuscolo ago magnetico sospeso, mediante un filo avente momento elastico di torsione trascurabile, nel centro di una bobina verticale di forma circolare che viene fatta attraversare dalla corrente da misurare. Allo stesso filo è sospeso un indice che consente di leggere su una scala graduata abbastanza grande (raggio 10÷15 cm) gli angoli di rotazione. L'esemplare conservato a Cagliari differisce dalle bussole delle tangenti tradizionali perché, invece di una, ha due bobine che vengono attraversate nello stesso verso dalla corrente da misurare e che sono disposte simmetricamente rispetto al centro dell'ago magnetico. Un minuscolo ago magnetico è sospeso, mediante un filo sottile, avente momento elastico di torsione trascurabile, nel centro di una scatola cilindrica (diametro 26 cm; altezza 3 cm) in ottone con la base e il coperchio di vetro. Un indice di alluminio molto leggero e sottile, solidale con l'ago nel centro e diretto normalmente all'asse, scorre su una scala incisa sul coperchio graduata da 0 a 360 gradi con intervalli di 5 gradi. Mediante una ghiera in ottone è fissato nel centro del coperchio un cilindretto verticale di vetro, nella cui sommità un'altra ghiera in ottone sostiene il dispositivo per la sospensione e la regolazione dell'altezza dell'ago. La custodia, con l'equipaggio mobile all'interno, è fissata, mediante quattro staffe ad L, ai telai in ottone delle due bobine che hanno un profilo a V con la faccia rivolta verso il centro dello strumento piana e verticale e l'altra ricurva verso l'esterno. Essi sono fissati, con le facce interne ad una distanza di 12 centimetri, ad un sostegno in ottone che poggia, mediante un perno verticale, su un treppiede in ghisa verniciato in nero munito di viti di livello. L'intero sistema può ruotare intorno a quel perno, ma può anche essere fissato in una qualunque posizione. Ciascuna bobina è costituita da due gruppi di spire i cui terminali fanno capo a otto morsetti serrafili in ottone, numerati da 1 a 8, fissati verticalmente su un supporto in legno posto in basso tra i telai delle due bobine. Essi consentono di collegare i due gruppi di spire di ciascuna bobina in serie fra loro, o uno dei gruppi di una bobina in serie con il corrispondente dell'altra. Il diametro medio delle spire è di 26 centimetri, la distanza media fra le spire delle due bobine di 13 centimetri.

Lingua:

it

Formato:

cm, altezza: 37.5

Materia e tecnica:

ottone; vetro; alluminio; metallo

Data:

ultimo quarto sec. XIX

Copertura:

Sardegna (CA) - Monserrato

Ambito geografico:

-

Fonte:

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Fonte dati

SIGECweb / Regione Sardegna

Identificatore: 20 00219221

Citazione bibliografica: bibliografia specifica: Erdas F./Baggiani G., 1997

Diritti

Diritti: proprietà Ente pubblico non territoriale

Condizioni d’uso del metadato: Con attribuzione, condividere allo stesso modo, riuso commerciale

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