Lavorazione del latte: messa in forma della cagliata, TECNICHE
Type:
fische; Evento
Category:
Intangible demo-ethno-anthropological Heritage
Ci troviamo nella veranda dell'abitazione del casaro. In questa fase il testimone privilegiato sistema il formaggio nelle fuscelle di plastica, in dialetto chiamate #fische#. Le #fische# erano realizzate con il giunco marino, materia prima un tempo diffusa nel territorio salentino grazie alla presenza di paludi che successivamente furono bonificate. Una volta riempita la fuscella, il formaggio va compresso (in dialetto #carcare u casu#). Antonio Chiarello, mediatore nell'individuazione di testimonianze nel comune di Ortelle, è presente alla registrazione e recita un proverbio in dialetto: #A quale fisca carcamu lu casu?#; questa espressione si pronunciava in passato essendoci una vasta produzione di fuscelle e si usava quando una situazione era complicata da risolvere. Raffaele racconta che dopo un'oretta girerà il formaggio dall’altra parte cosicché scolerà il siero da entrambe le parti e si otterrà la forma vera e propria del formaggio. Trascorsi 7-8 giorni circa, il formaggio si potrà mangiare perché non conterrà più acidità (in dialetto #casu nciratu#, ovvero formaggio giunto a maturazione). Per quanto riguarda il siero, si potrebbe impiegare per fare la ricotta ma Raffaele non l'ha mai prodotta; ad ogni modo non lo spreca e lo porta ai maiali che alleva
Language:
it
Format:
elementi oggetti: Pentolone in alluminio; Fuscelle di plastica; Sedia; Guantiera; Tavolo
Date:
2022/06/11
Spatial coverage:
-
Source:
Condizioni d'uso della risorsa digitale:
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