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Casa degli Esercizi Spirituali

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Collegio dei Gesuiti

fondazione del collegio - lascito
soppressione della Compagnia di Gesù
ampliamento
fondazione del collegio
passaggio di proprietà e variazione d'uso
soppressione napoleonica
soppressione napoleonica - ritorno dei religiosi
relazioni periodiche
patrimonio
riodinamento degli studi
affidamento
trasferimento del Seminario
cambio di destinazione d'uso
costruzione

Tipo:

Immagine; collegio
Tipo di scheda: Architettura

Categoria:

Edifici religiosi

Autore:


Ambito culturale: cinquecento locale - motivazione dell'attribuzione: B 03001072

intero bene:Nel 1576 una pia e nobile signora, Pantasilea Arnolfi de Polidoris, dispose delle sue sostanze per la fondazione di un collegio da affidarsi ai Gesuiti e per l'istituzione di un monastero da intitolarsi a S. Caterina da Siena.
intero complesso:Quando nel 1773 la Compagnia di Gesù fu soppressa, il Comune nei primi tempi prese possesso del Collegio e dell'annessa Chiesa del Gesù. I padri gesuiti rimasti continuarono l'insegnamento di retorica e logica, rispondenti all'attuale Liceo - Ginnasio.
intero bene:Nel 1640 i Gesuiti ebbero l'autorizzazione da Urbano VIII di ampliare il loro Collegio, conglobandovi la chiesetta di S. Giorgio, che apparteneva all'Università di Sartori.
intero bene:Nel 1591, sotto il vescovo Conti, i PP. Gesuiti iniziarono la loro attività per l'educazione della gioventù nel collegio presso la Chiesa di S. Giorgio, in cui si riuniva la compagnia dei sarti.
intero complesso:Dopo la soppressione dell'Ordine dei gesuiti il complesso passò al Seminario Diocesiano: infatti il vescovo di Ancona Giovanni Ottavio Bufalini, esponente di una nobile famiglia di Città di Castello, diede al Seminario una sede conveniente, ottenendo dalla Camera Apostolica con l'autorizzazione di papa Clemente XIV gli stabili e la chiesa della soppressa Compagnia di Gesù. Per quanto riguarda l'organizzazione interna dell'Istituto il Bufalini si richiamava ai suggerimenti di mons. Mancinforte, stabilendo tuttavia che gli alunni ammessi dovevano subito indossare la veste talare di color violaceo e portare la tonsura clericale, mentre i convittori che frequentavano le scuole del Seminario dovevano indossare la cosiddetta veste breve e il mantello di color nero.
intero bene:Nel 1799 il Seminario fu soppresso.
intero bene:Dopo l'occupazione francese, restaurato lo Stato pontificio, nel 1804 mons. Passeri fece riaprire gli Istituti di istruzione e di educazione religiosa come il Seminario che fu restituito alla Diocesi.
intero bene:Dalle relazioni che periodicamente si dovevano presentare agli uffici di controllo, risulta che il numero degli alunni interni dai 20 del 1808 era salito nel 1813 a 62 e che anche quello degli alunni esterni era andato sempre crescendo. Presso il seminario funzionava anche un convitto con 15 alunni: le scuole con il consenso delle autorità governative potevano essere frequentate dai laici. L'insegnamento era articolato nelle cattedre di grammatica, di umanità, di metafisica e scienze e di teologia. Nel 1814 gli studenti delle cattedre di lettere e di scienze erano 48, gli studenti di teologia 16 di cui 15 avevano compiuto 20 anni. Tra i superiori figuravano il rettore, cinque maestri, l'economo e due prefetti. I convittori erano saliti a 23, mentre gli alunni esterni erano 15. Il Pupillato comprendeva tra orfane, pensionanti e inservienti 45 persone che con le 110 del seminario assommavano a 115. Pur nelle ristrettezze economiche il bilancio segnava solo un leggero passivo.
intero bene:Il patrimonio dell'Istituto era costituito in gran parte dai beni dell'ex confraternita della Cappata o del Rosario soppressa con decreto di Benedetto XIII (1726), assumendo tuttavia l'obbligo di mantenere il Pupillato di S. Lorenzo.
intero bene:Il vescovo di Ancona Cesare Nembrini Pironi Gonzaga, sulla base delle norme impartite da papa Leone XII con decreto del 26 settembre 1825, cercò di ammodernare l'insegnamento del Seminario con precettori scelti per lo più tra i membri del Capitolo della Cattedrale, aggiornando tra l'altro i programmi di filosofia e istituendo le cattedre di storia ecclesiastica, di sacra scrittura, di lingua greca e di canto sacro con esami trimestrali. Il Nembrini fissò un regolamento anche per i chierici esterni del Seminario, affidandoli alla guida e alla sorveglianza di un canonico della Cattedrale.
intero bene:Il vescovo di Ancona Antonio Maria Cadolini nel 1838 affidò la Casa degli Esercizi ai Missionari del PP. Sangue, congregazione fondata da S. Gaspare del Bufalo.
intero bene:Dopo la seconda guerra mondiale il Seminario fu trasferito dalla vecchia sede del collegio gesuitico ai locali dell'ex monastero di S. Palazia (S. Maria Nuova).
intero bene:Dopo la seconda guerra mondiale i Missionari del PP. Sangue acquistarono l'edificio e l'attiguo palazzo Mei Gentilucci, istituendo una scuola materna, una scuola elementare e una scuola media per bambini e fanciulli di disagiate condizioni sociali.
intero bene:Nel terzo quarto del sec. XX l'edificio è diventato sede della facoltà di Economia e Commercio.
intero bene:La costruzione del Collegio dei gesuiti risale al 1631.
Stato di conservazione: buono

Formato:

Edificio a pianta articolata ad L, con muratura perimetrale in laterizio a faccia vista, volte in muratura, tetto su struttura lignea con manto di copertura in coppi. La simmetrica facciata è caratterizzata da un paramento in pietra al livello del p. terra; al centro si apre un portale a bugnato in pietra, mentre tutte le finestre sono ingentilite dalle cornici in cotto. All'interno troviamo un ampio androne a T coperto da volte in muratura, con otto semicolonne tuscaniche nel braccio trasversale. A sinistra si sviluppa lo scalone in muratura ad anima. Il p. secondo è caratterizzato da un lungo corridoio con volte a crociera che porta ad un ampio salone settecentesco.

Data di creazione:

XVI; dopo il null; XVIII; dopo il null; XVII; dopo il null; XIX; dopo il null; XX; dopo il null

Ambito geografico:

Ancona (AN); Via Ciriaco Pizzecolli, 0(P)

immagine

Condizioni d'uso della risorsa digitale:
Diritti riservati
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Oggetti digitali

Oggetto digitale 1

Riferimenti

È riferito da:
Documentazione fotografica: 2 (SBAA AN 62168)

3 (00047038ft01)

4 (00047038ft02)

Include:
Codice univoco ICCD: 11/00047037

Fonte dati

Regione Marche / Beni Architettonici

Identificatore:
1100047038

Diritti

Diritti: proprietà Ente ecclesiastico

Condizioni d’uso del metadato: Pubblico dominio

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