Palazzo Chiaramonte, Palermo
Tipo:
Oggetto fisico
Categoria:
Beni architettonici
È uno dei più nobili esempi di palazzo medievale in Sicilia. Detto anche Steri (da Hosterium, palazzo fortificato), il severo e compatto edificio fu iniziato nel 1307 e completato nelle decorazioni nel 1380. Sebbene più volte manomesso, conserva le linee della primitiva costruzione a tre ordini, due dei quali aperti da bifore e trifore elegantemente decorate a tarsie laviche. Voluto da Manfredi Chiaramonte, fu residenza della più potente famiglia feudale siciliana del sec. XIV, il cui ultimo rappresentante Andrea, ribellatosi al re Martino I d'Aragona, venne decapitato nel 1392 proprio davanti al palazzo. Dalla metà del sec. XV fu sede dei viceré e dal 1601 ospitò il tribunale del Santo Uffizio: come triste ricordo restano le cosiddette Carceri filippine, lungo locale diviso da archi ogivali con disegni, graffiti e scritte di anonime vittime dell'inquisizione. L'edificio accolse poi i tribunali, che vi rimasero dal 1799 al 1960, anno in cui furono trasferiti nel nuovo palazzo di Giustizia. Divenuto sede del Rettorato universitario, è stato sottoposto a profondi lavori di restauro. Nell'interno al primo piano, grande salone con soffitto ligneo decorato da motivi che si richiamano alla tradizione musulmana e da dipinti di Simone da Corleone, Cecco di Naro e Darenu da Palermo (1377-80). Intorno al cortile interno, loggia ad archi acuti e belle trifore; in fondo è la chiesetta di S. Antonio Abate, con eleganti cornici e portaletto a rilievi quattrocenteschi.
Ambito geografico:
piazza Marina - Palermo (PA)