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Il Colosseo

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veduta prospettica del Colosseo
DIPINTO

Tipo:

Opere; DIPINTO; Oggetto fisico

Categoria:

Opere d'arte visiva

Autore:

Van Wittel Gaspar (1652-53/1736)

Nell'inventario delle collezioni di Palazzo Reale del 1754 sono menzionate, per la prima volta, insieme alla raffigurazione della Darsena di Napoli, una "Prospettiva del Colosseo di Roma - di Gasparo Vanvitelli" (129) e una "Veduta dell'Anfiteatro di Vespasiano - di Gasparo Vanvitelli" (158) collocate nel Gabinetto Susseguente alla Camera per la Tavola, da identificarsi con le opere ora conservate presso la Galleria Sabauda (S. Pinto, a cura di, Musei d'arte a Torino. Cataloghi e inventari delle collezioni sabaude, Torino 1994, fasc. III, p. 5). Il Catalogue des Tableaux des plus excellens Peintres Italiens Flamands et hollandois Existans Dans les Galleries Appartamens Cabinets de S. M. le Roi de Sardaigne redatto nel 1777 da Pietro Paolo Wehrlin (pubblicato in S. Pinto, a cura di, 1994, fasc. IV, p. 5) segnala nel Gabinetto attiguo all'Appartamento d'Inverno, con il numero 176, "Deux perspectives, peintes par Gasparo Van Vitelli", indicazione troppo generica per capire a quali delle tre opere l'inventario si riferisse. Prelevate dai Francesi durante l'occupazione napoleonica del Piemonte (1799-1814) per essere trasportate a Parigi, le vedute del Colosseo furono successivamente restituite ai sovrani sabaudi con la Restaurazione (G. B. Piacenza, Gioie, Argenti, Quadri, Mobili ed altri effetti esistenti ne' Reali Appartamenti di Torino, stati presi dai Francesi, allorchè invasero gli Stati di S. M. nell'anno 1798, e negli anni successivi, 1814, copia in Galleria Sabauda dell'originale nell'Archivio di Stato di Torino: "Quadri stati rimessi d'ordine del General Giordan al capo di Segreteria La Boulinière per mandare a Parigi, li 19. Dicembre 1802./ [...]/ 105. Due vedute del Coliseo di Roma del Vanvitelli.").||Un elenco del 1820 cita la "Veduta dell'Anfiteatro Flavio, detto il Coliseo" del Van Wittel tra le "Opere di Pittori Antichi di proprietà di Sua maestà il Re" esposte in quell'anno a Torino (l'elenco è pubblicato in appendice al saggio di V. Natale, Le esposizioni a Torino durante il periodo francese e la Restaurazione, in S. Pinto, a cura di, Arte di corte a Torino da Carlo Emanuele III a Carlo Felice, Torino 1987, p. 312). Un inventario topografico fatto redigere da Carlo Felice nel 1822 segnala la collocazione di due quadri di Van Wittel raffiguranti "Rovine del Colliseo" sulla parete meridionale della Camera della Principessa di Borgogna (nn. d'ordine 12 e 13) (Conoscere la Galleria Sabauda, 1982, pp. non numerate). Il dipinto è registrato, insieme alle tele inv. 70 e 884, anche in un secondo inventario ordinato per scuole, senza data, ma compilato negli stessi anni (Conoscere la Galleria Sabauda. Documenti sulla storia delle sue collezioni, Torino 1982, p. 152). ||Il dipinto si trovava nella sala XV di Palazzo Madama al momento della redazione del catalogo di Carlo Benna (Catalogue des tableaux, bas-reliefs et statues des diverses écoles exposés dans la Galerie Royale de Turin, Torino 1857, p. 75, n. 442) e di quello del Callery (La Galerie Royale de Peinture de Turin, Torino 1859, p. 250, n. 442). ||Si ignora chi sia stato il tramite dell'invio delle vedute di Van Wittel a Torino: Cristina Mossetti, in via dubitativa, suggerisce il nome dell'avvocato Martinotti, corrispondente di Vittorio Amedeo II a Roma, che nel 1707 aveva allegato alle sue lettere tre pagine contenenti giudizi sui pittori più celebri di Roma, Napoli, Bologna e Venezia, nelle quali definiva Vanvitelli "eccellente in prospettiva", non escludendo una possibile intermediazione dello stesso Juvarra, legato all'artista olandese da interessi comuni (C. Mossetti, Vittorio Amedeo II duca. Orientamenti artistici nella capitale sabauda, in A Griseri, G. Romano, a cura di, Filippo Juvarra a Torino. Nuovi progetti per la città, Torino 1989, p. 263).||Citata da Giuliano Briganti nella sua monografia dedicata al pittore olandese (Gaspard Van Wittel e l'origine della veduta settecentesca, Roma 1966, p. 178), la tela è stata illustrata per la prima volta nell'edizione aggiornata dell'opera di Briganti pubblicata nel 1996 (L. Laureati, scheda n. 55, in G. Briganti, Gaspard Van Wittel e l'origine della veduta settecentesca, nuova edizione a cura di L. Laureati e L. Trezzani, Milano 1996, p. 153). Questa veduta del Colosseo, che comprende anche l'Arco di Costantino, delineata attraverso un'impostazione prospettica in cui l'edificio appare in tutta la sua imponenza e che godrà di grande fortuna e diffusione durante il Settecento e oltre, fu riproposta dal Van Wittel in otto versioni, delle quali non si conosce il disegno preparatorio. (continua in OSS)

Soggetto:

veduta prospettica del Colosseo

Estensione:

altezza: cm 47; larghezza: cm 107; altro: cm misure con cornice: 63.5 x 122.5 x 5.5 cm

Materia e tecnica:

tela/ pittura a olio

Data di creazione:

1711 - 1711, sec. XVIII, primo quarto; 1711

Ambito geografico:

Palazzo dell'Accademia delle Scienze, Via Accademia delle Scienze, 6, Torino (TO) - secondo settore delle collezioni dinastiche: da Vittorio Amedeo I a Vittorio Amedeo II,inv. 883 (1952)

immagine

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È riferito da: scheda iccd OA: 01-00217073

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Fonte dati

MuseiD-Italia / Dipinti

Identificatore: work_27983

Diritti

Diritti: Ministero per i Beni e le Attività Culturali

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