Cerealicoltura
Tipo:
Testo
Tipo di scheda: Beni Demoantropologici Immateriali
Categoria:
Beni immateriali della tradizione e del folklore
Autore:
Le informazioni sulla cerealicoltura offrono un quadro sintetico delle tecniche tradizionali di aratura e semina e di mietitura e trebbiatura che risale ai primi decenni del 1900. Sono descritte le varietà di sementi diffuse, alcune delle quali hanno denominazioni legate all'epoca del fascismo. Sono presenti inoltre informazioni dettagliate sull'estensione degli appezzamenti di terreno a mezzadria e la loro suddivisione produttiva; si menzionano i contributi statali del primo dopoguerra per l'acquisto di attrezzi agricoli che hanno prodotto i primi sensibili cambiamenti delle tecnologie agricole nelle zone rurali italiane. Per quanto riguarda le tecniche di aratura, semina, mietitura e trabbiatura, gli intervistati ricordano e descrivono gli attrezzi più antichi, le modalità di lavoro collettivo, con riferirimento alla rete di solidarietà che consentiva alle famiglie più povere di partecipare alla distribuzione del raccolto.L'utilizzo degli animali da stalla aveva un'importanza fondamentale sia per il traino degli attrezzi più pesanti, sia nella fase di trebbiatura in cui il grano raccolto veniva liberato dalla pula tramite il calpestamento da parte degli animali stessi. Prima le varietà di grano che si mettevano erano: il "frassineto", poi quando avevo 15 anni si iniziò a mettere l'"impero", lo "iervicella" che era una varietà che veniva alto così e con la pioggia si coricava tutto, poi c'era il "san pastore" che invece un po' si salvava. Il frassineto e lo iervicella invece su 400 cavalletti non c'era una spiga in piedi; con i temporali e la grandine si spianava per terra tanto che si doveva mietere con la falce fienara che con la falciatrice non ce la facevi..Da noi quando la stagione era buona si facevano massimo 200 cavalletti ma era tutta paglia..[...] Quando si faceva l'aratura con le bestie, l'aratro portava 30 cm e ogni passata era quasi un albero per quanto erano piantati fitti. [...]L'aratura per il granturco si faceva un po' più profonda, per il grano era di 30-35 cm. Per il granturco più vai a fondo e meno ha bisogno di acqua..Il grano invece ha bisogno di un lavoro più normale[...] Per la semina prima prima si seminava solo con l'estirpatore. Ci si passava due volte e si seminava a mano.Si mettevano le pietre poi si seminava poi si ricoprivano le pietre..Poi venne l'erpice.. >
Soggetto:
tecniche
ciclo produttivo
cerealicoltura/ mietitura, macinazione dei cereali; agricoltura
cerealicoltura ciclo produttivo
Provenienza:
Santa Maria; rilevamento decontestualizzato; FM; Marche; Italia; Amandola; localizzazione di rilevamento
Data:
2003/08/04
Riferimenti
Include:
Codice univoco ICCD: 1100000002-1
1100000002-2
1100000002-3
1100000002-4
1100000002-5
1100000002-6
1100000002-7
Fonte dati
Regione Marche / Beni Demoetnoantropologici Immateriali
Identificatore:
1100000002-0
Diritti
Condizioni d’uso del metadato: Pubblico dominio
