Cisterne Romane, Fermo
Tipo:
Oggetto fisico
Categoria:
Beni archeologici
L'imponente costruzione, tra le maggiori del genere giunteci dall'antichità, serviva come serbatoio d'acqua potabile per Fermo e per l'antico Navale fermano. Secondo l'archeologo Bonvicini, esse furono compiute nell'ultimo decennio di vita dell'imperatore Augusto; sono formate da trenta ambienti sotterranei, a tre file parallele, intercomunicanti a mezzo di archi in linea longitudinale e talvolta trasversalmente. Gli ambienti misurano ciascuno c. 9 m di lunghezza, 6 di larghezza e 6 di altezza; occupano un'area di 2222 m². I muri esterni o perimetrali sono spessi m 1.65 e sono di calcestruzzo (opus caementicium), mentre i muri divisori sono grossi cm 75 e sono costruiti con i paramenti in laterizio e l'interno in calcestruzzo. Gli archi delle aperture di comunicazione tra una vasca e l'altra sono costruiti con conci di laterizio all'esterno e pure con calcestruzzo all'interno. Le volte di copertura delle singole vasche sono a «botte», costruite con calcestruzzo pozzolanico. L'opus signinum (malta di calce, rena e laterizio frantumato) fu usato per intonacare tutti i muri perimetrali, per impermeabilizzare gli spigoli formati da muri divisori con le pareti perimetrali, per fare gli zoccoli, per livellare e rifinire la pavimentazione in calcestruzzo.
Classificazione secondo la graduatoria Guida Rossa TCI: *
Ambito geografico:
via degli Aceti 1 - Fermo (FM)