Palazzo del Popolo, Orvieto
Tipo:
Oggetto fisico
Categoria:
Beni architettonici
Il «Palatium Populi», così citato per prima volta nel 1281 negli atti del Comune relativi alle disposizioni per la creazione della vasta «platea populi», è un edificio in pietra basaltica e tufo, concepito come traduzione architettonica locale del broletto lombardo, con riferimenti a esempi vicini (il palazzo dei Papi di Viterbo). Il progetto iniziale, che prevedeva la loggia al pianterreno e il vasto salone al primo piano per le assemblee popolari, raggiungibile per lo scalone esterno, fu modificato in corso d'opera con l'ampliamento del complesso al fine di contenere la residenza del capitano del popolo e suggellare la grandiosa composizione con l'innalzamento della torre campanaria, terminata nel 1308. In seguito ad alterne vicende politiche, il palazzo subì periodi di decadenza e rimaneggiamenti. Un primo, drastico ripristino fu compiuto nel 1889-1909 su progetto di Paolo Zampi, cui si deve la merlatura di coronamento. Nel 1990 il palazzo è stato restaurato per destinazioni culturali e congressuali. Esemplificativo dell'architettura civile orvietana della fine del XIII secolo, presenta inferiormente imponenti arcate e superiormente elegantissime trifore collegate da cornici attorno alle quali si svolge una caratteristica decorazione a scacchiera. La grande sala al primo piano, detta ora sala dei Quattrocento, ha sulle pareti resti di affreschi che documentano il succedersi dei vari capitani del popolo, dei podestà e dei pontefici fra XIV e XVI secolo. Al piano terra, sono affiorate murature antiche pertinenti a strutture etrusche, all'acquedotto medievale e a una grande cisterna coeva. Piazza del Popolo fu progettata quasi nel baricentro della città duecentesca in funzione del palazzo pubblico, che su di essa doveva imporsi isolato.
Ambito geografico:
piazza del Popolo - Orvieto (TR)