Area archeologica di Alba Fucens, Massa d'Albe
Tipo:
Oggetto fisico
Categoria:
Beni archeologici
Alba Fucens ripete nel suo nome un antichissimo vocabolo significante altura: la sua altezza a circa m 1000 la caratterizza come una delle città romane più alte d'Italia. La cinta murata di Alba, dal punto di vista militare tra le più complete che si conoscano, è costruita in opera poligonale della quale è uno dei più notevoli esempi, ed è costituita da una cortina continua. In essa si aprono quattro porte: di S. Massimo, a O, Fellonica, a NO e di Massa a E, tuttora in uso; la quarta, a SE è stata accertata dagli scavi. Nel tratto NO la cinta è doppia, e dinanzi alla piú esterna appare una grandiosa terrazza rettangolare: ivi è il tratto meglio conservato della cinta. La costruzione delle mura è riferibile al sec. III-II a.C.; il terrazzo è forse dell'epoca delle guerre sociali.La valletta sottoposta alle tre cime, dove si procede nello scavo, era attraversata da una rete di strade ortogonali. La Via Valeria entrava da occidente per la porta S. Massimo, piegava poi a destra ad angolo retto costeggiando in rettifilo da NO a SE il Foro e il fianco destro della Basilica, e usciva dalla città dalla porta sud-orientale. Con la parallela Via dei Pilastri essa delimitava il tratto pianeggiante della città, poiché le altre arterie, aventi anch'esse andamento NO-SE, erano ricavate nelle pendici delle tre cime, opportunamente terrazzate mediante muri di sostegno in opera poligonale. Saggi di scavo hanno rivelato un preesistente impianto urbanistico, ma l'aspetto che si osserva oggi risale sostanzialmente alla metà del sec. I a.C.Del foro, a forma di rettangolo, è stato scavato solo il lato stretto di SE, nel quale sono tracce di un grande porticato.Dietro il Foro, al di là di una via (forse il cardo massimo), si estende l'ampia fronte della Basilica, grande edificio rettangolare, di epoca sillana: si accede all'interno per tre porte, di fronte alle quali è un podio per gli oratori sotto il quale erano 4 ambienti a volta, già adibiti a botteghe. Lungo il fianco sinistro della Basilica ha inizio la Via dei Pilastri, così detta da alti pilastri di pietra che sulla sinistra formavano portico davanti a una serie di botteghe; nella seconda di queste è stato riconosciuto un thermopolium (spaccio di bevande), di cui si vede ancora il bancone per la mescita munito di vaschetta. Dopo l'angolo posteriore della Basilica, si apre a destra l'ingresso principale del Mercato, al di là del quale si estende l'area delle Terme, che a sua volta finisce all'altezza del Teatro. Parallelamente alla Via dei Pilastri corre il tratto urbano della Via Valeria, che delimitava a destra una serie di botteghe e a sinistra l'ingresso secondario del Mercato (macellum). All'angolo del corridoio di accesso al Mercato, un cippo miliario rammenta le provvidenze per la sistemazione della strada, prese da Magnenzio, usurpatore del trono (al potere fra il 350 e il 351 d.C.); il cippo segna la distanza da Roma in 68 miglia (km 100 572). Segue a sinistra il podio di un edificio di culto, databile al I sec. a.C.Le Terme. Dopo il Mercato, tra la Via Valeria e quella dei Pilastri, si estendono le Terme (scavate in parte), con l'ingresso principale sulla Valeria. Sorte almeno in parte su edifici precedenti, ebbero a metà del sec. III d.C. restauri o ampliamenti: ad essi si riferisce a mosaico dell'ingresso, con il nome di Vibia Galla, congiunta dell'imperatore Treboniano Gallo. Gli ambienti allineati lungo la Via dei Pilastri e alcuni ambienti sulla Valeria presentano i caratteristici apprestamenti per il riscaldamento (ipocausto). All'angolo fra la Via dei Pilastri e la piazza dell'Ercole si vedono alcune vasche ricavate da un edificío più antico, al quale è da riportare tutta la parete prospettante sulla piazza, nonché l'ambiente aperto su di essa. La piazza dell'Ercole è una vasta area occupata da un grandioso quadriportico, al quale si accedeva, tanto dalla Valeria quanto dalla Via dei Pilastri, mediante ingressi secondari, ma che doveva avere l'ingresso principale sul lato breve sud-orientale, in rapporto forse col Teatro. Sul lato opposto è l'Aula dell'Ercole, inclusa in una costruzione incorporata dalle Terme e prospettante, sopraelevata di alcuni gradini, sul quadriportico. Oltre un breve vestibolo è un ambiente con pavimento a mosaico (sulla soglia è un'iscrizione mùtila), alle cui pareti si vedono delle basi per statue onorarie; due basi di colonne e una coppia di corrispondenti semicolonne sulla parete di fondo, indicano l'esistenza di una edicola. In quest'aula fu rinvenuta la statua colossale di Ercole, ora al Museo di Chieti. A SO della piazza dell'Ercole, sorge un grande complesso che si svolge intorno a un peristilio, chiuso verso il pendio da un muro poligonale e decorato da mosaici e pitture. Tra le Terme e, al di là della Via dei Pilastri, le pendici della colfina Pettorino, è il Teatro: la cavea, di cui esistono pressoché solo le tracce per la messa in opera dei gradini di pietra, è ricavata totalmente nel declivio del terreno; lateralmente,
Classificazione secondo la graduatoria Guida Rossa TCI: *
Ambito geografico:
località Alba Fucens - Massa d'Albe (AQ)
