Villa Imperiale, Pesaro
Tipo:
Oggetto fisico
Categoria:
Edifici/Strutture di difesa
La villa, immersa in una rigogliosa pineta e costituita da due fabbricati, uno quattrocentesco e l'altro cinquecentesco, costituisce uno dei più spettacolari esempi di soggiorno estivo rinascimentale per una società colta e raffinata. Nel luogo dove esisteva una villa dei Malatesta, Alessandro Sforza volle erigervi l'attuale castello-villa, di cui l'imperatore Federico III, al suo ritorno da Roma, nel 1469, pose la prima pietra (da cui il nome); Girolamo Genga completò l’edificio per ordine della duchessa Eleonora Gonzaga. La villa fu rifugio dei Gesuiti cacciati nel 1763 dal Portogallo e dalla Spagna, poi deperì molto; i lavori di restauro condotti dal 1923 ad oggi, hanno riportato l'edificio all'antico splendore.L'interno è interessante sia per la struttura del complesso e per le soluzioni architettoniche, sia per la decorazione pittorica delle varie sale. Nella sala I, del Giuramento, il soffitto è affrescato da Girolamo Genga mentre i paesaggi sono di Camillo Mantovano. La sala II, delle Cariatidi, ha le pareti dipinte dai fratelli Dossi con le cariatidi (metà donne e metà alberi) e sfondo di paesaggi fantastici. La sala III, dei Semibusti, ha le pareti decorate da paesaggi di Camillo Mantovano; al centro del soffitto, Incoronazione di Carlo V in S. Petronio di Bologna da parte di Clemente VII; intorno alla volta, figure allegoriche, opera del Bronzino. La sala IV è lo studiolo: sul soffitto, il Duca Francesco Maria riceve il bastone di maresciallo della repubblica fiorentina; alle pareti, allegorie della pace. Sala V, degli Amorini: 14 piccoli cupidi, di Perin del Vaga, decorano le pareti, insieme a medaglioni con i ritratti dei Della Rovere; sul soffitto, Francesco Maria riceve il comando delle truppe da papa Giulio II. Sala VI, delle Fatiche d'Ercole: gli affreschi nelle lunette attorno al soffitto raffigurano le fatiche d'Ercole; nel soffitto, il Duca Francesco Maria nominato generale delle truppe veneziane in S. Marco nel 1523. Sala VII o Sala Grande: paesaggi e allegorie rappresentanti i più grandi fiumi del mondo con figure di donne alate, opera del Bronzino. Sala VIII, della Calunnia: tre grandi affreschi, dovuti a Raffaellino del Colle, al Menzocchi e al Bronzino. Sala IX, dei Cardinali: ritratto ad olio di papa Clemente XI Albani e ritratti di alcuni suoi cardinali. Magnifici sono il giardino segreto con scenografici effetti, le terrazze e le logge terminali; attorno si estende un parco.
Classificazione secondo la graduatoria Guida Rossa TCI: *
Ambito geografico:
via dei Cipressi - Pesaro (PU)