S. Felice di Narco, Sant'Anatolia di Narco
Tipo:
Oggetto fisico
Categoria:
Edifici religiosi
Fu il nucleo originario dell'abitato, sorto in relazione all'opera di bonifica avviata dai Benedettini che già nell'alto Medioevo vi avevano fondato un monastero. La chiesa, ricostruita entro il 1194, rappresenta uno degli esempi più interessanti dell'architettura romanica spoletina. Nella facciata, dal nitido piano in conci di pietra concluso dal timpano triangolare con cornicione a dentelli, si collocano con precise proporzioni il portale a doppia ghiera, le lesene, gli archetti pensili e il rosone con i simboli degli Evangelisti, delimitato da cornici scolpite a motivi geometrici, un tempo decorate con tessere policrome (parte delle cornici, degli archetti e degli elementi del rosone sono di restauro). Alla base del rosone un fregio marmoreo ad altorilievo ricorda la leggenda dei santi Felice e Mauro, metafore della bonifica materiale della palude con l'arginamento del Nera (il drago) e della bonifica spirituale con l'evangelizzazione. Al centro del timpano, Agnello mistico, scultura d'età medievale. Nell'interno a una navata: alla parete sinistra, Epifania, affresco del '400; il presbiterio è sopraelevato sulla cripta biasbsidata e limitato da due transenne a decorazione musiva; nell'abside semicircolare, Cristo benedicente, affresco del Maestro di Eggi (1440-50).
Classificazione secondo la graduatoria Guida Rossa TCI: *
Ambito geografico:
località Castel di San Felice - Sant'Anatolia di Narco (PG)